L'Essere, che si offre solo alla Città Aperta, è la fonte e il culmine della Ricerca della Verità. Filosofare è opera da Mendicante, è frutto dello Studium e di un lungo parto dell'apertura intellettuale e mistica alla Sapienza Eterna. Il Cammino alla Sofia è sempre esposto all'errore, alla vulnerabilità dei Viandanti, e si compie con delicatezza, desiderio, pudore, speranza, estasi. La migliore tradizione da cui partire è quella della Metafisica classica e della grande Letteratura mondiale.
mercoledì 19 dicembre 2012
Essere e Azione
Essere e Azione
in un'Epoca malata di Nichilismo Dire l'Essere è la migliore terapia ...
ben sapendo che Dire è Realizzare
e che l'impotenza o l'ipocrisia umana non dipende dal Dire ma dal Cuore,
tuttavia il cuore sano sta nella Parola, mentre il cuore malato tradisce la parola,
ecco quindi che, chi non contempla l'Essere o non Parla secondo forza e giustizia,
crede che il problema sia l'Azione,
non rendendosi conto che il problema è la Parola legata al Cuore,
e il Cuore crea l'Azione.
martedì 4 dicembre 2012
Pensare l'Essere
pensare l'Essere è il principale compito della filosofia e la misura della sua veracità.
sabato 1 dicembre 2012
lunedì 5 novembre 2012
fede-ragione
carissima in Cristo, permettimi una piccola chiarificazione ... Razionalità o Fede? ... : quando seguiamo la giusta Logica siamo portati di fronte a un Semplice, chiaro, invalicabile Pensiero: Se Fidarci o meno di questo Uomo Gesù che "dolcemente ed irresistibilmente" ci chiama a fidarci di Lui ... il "salto della Fede" è solo un Salto di Fiducia che "presuppone" tutto un cammino razionale di ricerca, di scoperta, di conferma e di verifica ... solo che è quello il punto in cui "la Logica" necessita dell'ultimo, definitivo, imprescindibile Passo: Fidarsi della Stessa Parola Vivente che è la Logica stessa che è già da sempre in noi ... sta a me allora Fidarmi o No della stessa Logica che ho seguito fino ad allora e che mi dice: Fidati di Lui ... Fidati di ME ... altrimenti la tua stessa Logica decade e tu tradisci te stesso. Insomma la Logica arriva a farci fare questa scelta che è solo Scelta Definitiva di Amore Personale in Colui che è Verità Logica. Così bisogna scegliere: o la Fede nella Logica Incarnata in un Volto o la Follia del Rifiuto d'Amore, scelta infelice e suicida ! Quindi: Fede SovraRazionale - non irrazionale o solo razionale - come culmine di un Cammino di Razionalità e Fede.
martedì 26 giugno 2012
pensare l'Essere.
Ogni persona e ogni epoca - se vuole pensare secondo verità bellezza e giustizia -
deve pensare daccapo l'Essere e ricomnciare a porlo quale Fondamento di tutte le cose.
deve pensare daccapo l'Essere e ricomnciare a porlo quale Fondamento di tutte le cose.
venerdì 8 giugno 2012
la paura del pensiero
L'epoca del Nichilismo è conseguenza della Separazione tra Fede e Ragione ma anche della confusione tra credere e pensare: questa "frattura" - tra fede e cultura - è un "credere difettoso" (infatti molti Cristiani tutto "Cuore e Spirito" preferiscono l'ottusità delle cose che sanno già alla scoperta delle cose nuove che Dio ha posto di fronte a noi) ma è anche segno di paura e viltà di fronte al Potere mentale dominante, ma è anche mancanza di carità verso i fratelli che sono nell'ignoranza, ed è anche mancanza di Onore verso Dio che è Verità.
durezza e ottusità
sono due le Ali che portano a Dio: la Fede e la Ragione,
rifiutare la prima è durezza di cuore,
rifiutare la seconda è ottusità dell'intelligenza.
rifiutare la prima è durezza di cuore,
rifiutare la seconda è ottusità dell'intelligenza.
Croce e Letizia
Chi nasconde la propria Croce dietro belle parole e bei sorrisi
ha confuso la Letizia dello Spirito con la Maschera degli uomini impauriti !
ha confuso la Letizia dello Spirito con la Maschera degli uomini impauriti !
mercoledì 6 giugno 2012
fede e dubbio
Un amico cattolico scrive queste seguenti parole: ...
"Tra l’uomo che ha fede e l’uomo che non la ha ci dovrebbe essere una differenza fondamentale: che il primo professa una serie di certezze, di Verità indubitabili, non negoziabili, mentre il secondo contrappone a queste certezze il dubbio, talora lo smarrimento. Fede, infatti, significa certezza nell’esistenza di Dio, cioè di un significato, di una Verità, di un Bene assoluto. Questa certezza è presente in chi crede in una religione rivelata, nell’esistenza di un Dio che è sceso incontro all’uomo, in prima persona. Il cattolico è dunque un uomo di solide certezze..."
Ebbene: questo è un linguaggio, contemporaneamente,
Fideista e Razionalista.
E' un paradosso, ma è proprio il contrario di una sana Apologetica.
La Fede non copre tutto il campo della Verità, e la Verità è in buona parte conoscibile col lume della ragione naturale.
Non si sconfigge la DITTATURA DEL RELATIVISMO con la clava del fideismo e con la semplificazione del razionalismo integralista.
Abbiamo due Millenni di lavoro teologico e filosofico a cui fanno riferimento i Documenti del Magistero, e non si capisce come mai bisogna tutto appiattire dietro discorsi così ideologici e contrari allo stile dei grandi Maestri del pensiero cattolico quali Tommaso, Fabro, Gilson, Giovanni Paolo, Ratzinger. Infatti, i loro scritti filosofici e teologici, non scivolano né verso il fideismo né verso il razionalismo dogmatico abbellito da coraggiosa apolologetica.
"Tra l’uomo che ha fede e l’uomo che non la ha ci dovrebbe essere una differenza fondamentale: che il primo professa una serie di certezze, di Verità indubitabili, non negoziabili, mentre il secondo contrappone a queste certezze il dubbio, talora lo smarrimento. Fede, infatti, significa certezza nell’esistenza di Dio, cioè di un significato, di una Verità, di un Bene assoluto. Questa certezza è presente in chi crede in una religione rivelata, nell’esistenza di un Dio che è sceso incontro all’uomo, in prima persona. Il cattolico è dunque un uomo di solide certezze..."
Ebbene: questo è un linguaggio, contemporaneamente,
Fideista e Razionalista.
E' un paradosso, ma è proprio il contrario di una sana Apologetica.
La Fede non copre tutto il campo della Verità, e la Verità è in buona parte conoscibile col lume della ragione naturale.
Non si sconfigge la DITTATURA DEL RELATIVISMO con la clava del fideismo e con la semplificazione del razionalismo integralista.
Abbiamo due Millenni di lavoro teologico e filosofico a cui fanno riferimento i Documenti del Magistero, e non si capisce come mai bisogna tutto appiattire dietro discorsi così ideologici e contrari allo stile dei grandi Maestri del pensiero cattolico quali Tommaso, Fabro, Gilson, Giovanni Paolo, Ratzinger. Infatti, i loro scritti filosofici e teologici, non scivolano né verso il fideismo né verso il razionalismo dogmatico abbellito da coraggiosa apolologetica.
giovedì 5 aprile 2012
gnosi irrazionalistica
Gnosi è il nome generale che racchiude la base delle più potenti Eresie cristiane.
L'Irrazionalismo moderno è il versante ateo della Gnosi cristiana antica.
Gnosi religiosa e Gnosi atea si intrecciano e si confondono nella Modernità in modi e forme diverse.
Sintomi della Gnosi sono: una sottovalutazione della debolezza umana e del valore della corporeità nostra e di Cristo. Una sopravvalutazione della sola Fede e del solo Razionalismo. Un assoluto purismo etico o politico, spesso unito all'Utopia millenaristica. Al giorno d'oggi, la Gnosi, fa leva sul senso eutanasico, ecologico e nichilistico dell'esistenza unito al moralismo e al pacifismo politico e filosofico del relativismo.
L'Irrazionalismo moderno è il versante ateo della Gnosi cristiana antica.
Gnosi religiosa e Gnosi atea si intrecciano e si confondono nella Modernità in modi e forme diverse.
Sintomi della Gnosi sono: una sottovalutazione della debolezza umana e del valore della corporeità nostra e di Cristo. Una sopravvalutazione della sola Fede e del solo Razionalismo. Un assoluto purismo etico o politico, spesso unito all'Utopia millenaristica. Al giorno d'oggi, la Gnosi, fa leva sul senso eutanasico, ecologico e nichilistico dell'esistenza unito al moralismo e al pacifismo politico e filosofico del relativismo.
le cose come stanno
noi vediamo le cose in base alla luce e in base alla salute degli occhi.
Se stiamo male vediamo male e se non c'è luce siamo come ciechi,
ma se stiamo bene e c'è luce, allora vediamo bene ... le cose.
Se stiamo male vediamo male e se non c'è luce siamo come ciechi,
ma se stiamo bene e c'è luce, allora vediamo bene ... le cose.
sabato 25 febbraio 2012
Essere e evidenze primarie
Il pensiero moderno ha svalutato le "evidenze primarie" ?
Giustissimo, tuttavia io credo che il primato sia sempre dell'essere in quanto essere e - immediatamente, e a fianco - la svalutazione delle "evidenze primarie". Certo che - se per evidenze - si intende l'essere, allora è la stessa cosa, ma se per evidenze si intende il sapere delle evidenze, si rischia di fare il gioco cartesiano seppure al contrario. Bisogna ben chiarire queste evidenze.
Giustissimo, tuttavia io credo che il primato sia sempre dell'essere in quanto essere e - immediatamente, e a fianco - la svalutazione delle "evidenze primarie". Certo che - se per evidenze - si intende l'essere, allora è la stessa cosa, ma se per evidenze si intende il sapere delle evidenze, si rischia di fare il gioco cartesiano seppure al contrario. Bisogna ben chiarire queste evidenze.
Hegel e Mancuso, un equivoco filosofico
Antropocentrismo e panteismo in Hegel.
Si: praticamente e storicamente, sopratutto per la ricaduta secolarizzante sul mondo cristiano del XIX secolo, è così. Sicuramente, nel XX secolo, tutto il modernismo cattolico fino al nostro ultimo eroe Mancuso, si, leggono Hegel così. Ma Hegel non dice precisamente questo. E in sede filosofica la cosa primaria è il pensiero autentico di un autore e non le ricadute sociali o ideologico-religiose. Semmai, da hegel arriviamo ad heidegger, e anche qui abbiamo una ricaduta antropocentrica nel mondo cattolico e nell'ex mondo comunista. Ma Heidegger è nella linea di Hegel. Grande gnosi, e non piccolo antropocentrismo. Certamente, il modernismo è antropocentrico, ma il più grande nemico del cristianesimo non è il modernismo, né l'ateismo, né i grandi errori della modernità. Il grande nemico è sempre stata la Gnosi. prima pre-cristiana, ora post-cristiana. E la linea hegel-heidegger è la linea che un giorno sarà presa in mano dall'anticristo ... ma questa - caro amico filosofo - non è più filosofia, bensì profezia apocalittica. Ma per noi non è vietato unire - senza confondere - Logos razionale e Logos sovrannaturale.
Si: praticamente e storicamente, sopratutto per la ricaduta secolarizzante sul mondo cristiano del XIX secolo, è così. Sicuramente, nel XX secolo, tutto il modernismo cattolico fino al nostro ultimo eroe Mancuso, si, leggono Hegel così. Ma Hegel non dice precisamente questo. E in sede filosofica la cosa primaria è il pensiero autentico di un autore e non le ricadute sociali o ideologico-religiose. Semmai, da hegel arriviamo ad heidegger, e anche qui abbiamo una ricaduta antropocentrica nel mondo cattolico e nell'ex mondo comunista. Ma Heidegger è nella linea di Hegel. Grande gnosi, e non piccolo antropocentrismo. Certamente, il modernismo è antropocentrico, ma il più grande nemico del cristianesimo non è il modernismo, né l'ateismo, né i grandi errori della modernità. Il grande nemico è sempre stata la Gnosi. prima pre-cristiana, ora post-cristiana. E la linea hegel-heidegger è la linea che un giorno sarà presa in mano dall'anticristo ... ma questa - caro amico filosofo - non è più filosofia, bensì profezia apocalittica. Ma per noi non è vietato unire - senza confondere - Logos razionale e Logos sovrannaturale.
Hegel: gnostico o antropocentrico ?
Hegel antropocentrico ?
Per quanto riguarda gli intellettuali cattolici modernisti e antropocentrici sono d'accordo con quanto scritto. Invece su Hegel non sono tanto d'accordo. Ovviamente non è una cosa che si possa chiarire si fb ma io direi così: il principio immanentistico in Hegel non consiste nel portare il divino nell'umano e quindi nell'autodivinizzare l'umano, ma nell'identificare l'umano nel divino. Più che un antropocentrismo è un Panteismo - appunto Idealistico, di qui l'uomo è un semplice Portaparola. Hegel è il presupposto dell'antropocentrismo seguente. Il suo è piuttosto un grande pensiero gnostico-cristiano, che vuole sostituire la gradualità aristotelica con un assolutismo neoplatonico post-cristiano
Per quanto riguarda gli intellettuali cattolici modernisti e antropocentrici sono d'accordo con quanto scritto. Invece su Hegel non sono tanto d'accordo. Ovviamente non è una cosa che si possa chiarire si fb ma io direi così: il principio immanentistico in Hegel non consiste nel portare il divino nell'umano e quindi nell'autodivinizzare l'umano, ma nell'identificare l'umano nel divino. Più che un antropocentrismo è un Panteismo - appunto Idealistico, di qui l'uomo è un semplice Portaparola. Hegel è il presupposto dell'antropocentrismo seguente. Il suo è piuttosto un grande pensiero gnostico-cristiano, che vuole sostituire la gradualità aristotelica con un assolutismo neoplatonico post-cristiano
lunedì 20 febbraio 2012
Verità e coscienza
Ecco il destino della verità: che è già da sempre dentro di noi in attesa d'essere scoperta attraverso le esperienze della vita e del pensiero !
"Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Tu eri dentro di me ed io ero fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace. "
(S.Agostino, Confessioni)
domenica 19 febbraio 2012
Destino d'Italia
Storia e Destino.
Il momento storico è drammatico: il Destino storico d'Italia si gioca su questa alternativa, che vale il Futuro o la Morte sociale: o l'Italia punta sulla Famiglia e su una nuova generazione prolifica e generosa,- oppure tutto continua come ora : e l'Italia diventerà un Paese di vecchi, senza entusiasmo, senza forza, senza energia, senza creatività, senza risorse per sanità, pensioni e assistenza, senza lavoratori, senza esercito, senza qualità scolastica, dipendente in tutto e per tutto dai grandi capitali stranieri e dalle grandi Capitali straniere, che ci useranno fino a quando faremo comodo ai loro mercati e che ci abbandoneranno all'inedia e alla decadenza quando capiranno che l'Italia non ha futuro tra le Nazioni del prossimo secolo.
Questo è il MELOGRANO. Capire il senso della Realtà, il semplicissimo esito della storia e dell'egoismo di 50 anni di storia italiana.
Ora a noi la scelta: o la vita o la morte !
O il Melograno o un bel fico secco !
Il momento storico è drammatico: il Destino storico d'Italia si gioca su questa alternativa, che vale il Futuro o la Morte sociale: o l'Italia punta sulla Famiglia e su una nuova generazione prolifica e generosa,- oppure tutto continua come ora : e l'Italia diventerà un Paese di vecchi, senza entusiasmo, senza forza, senza energia, senza creatività, senza risorse per sanità, pensioni e assistenza, senza lavoratori, senza esercito, senza qualità scolastica, dipendente in tutto e per tutto dai grandi capitali stranieri e dalle grandi Capitali straniere, che ci useranno fino a quando faremo comodo ai loro mercati e che ci abbandoneranno all'inedia e alla decadenza quando capiranno che l'Italia non ha futuro tra le Nazioni del prossimo secolo.
Questo è il MELOGRANO. Capire il senso della Realtà, il semplicissimo esito della storia e dell'egoismo di 50 anni di storia italiana.
Ora a noi la scelta: o la vita o la morte !
O il Melograno o un bel fico secco !
Secondo Natura e senza Separazione
«La metafisica della separazione è la metafisica stessa del peccato»
«Un tempo il cristianesimo dovette lottare contro la natura: quella natura era tanto dura, tanto ermeticamente chiusa che la grazia durava fatica a intaccarla. Oggi dobbiamo lottare per la natura, al fine di salvare il minimo di salute terrena necessaria all’innesto del soprannaturale».
«Che m’importa dunque il passato in quanto passato? Non vi accorgete che quando piango sulla rottura di una tradizione, è soprattutto all’avvenire che penso. Quando vedo marcire una radice, ho pietà dei fiori che seccheranno domani per mancanza di linfa»
Gustave Thibon
sabato 18 febbraio 2012
Lex e morale
Quel che GIURIDICO cambia la morale - quel che è MORALE cambia le Leggi
la Religione cambia la Morale - la morale cambia la religione -
c'è una interconnessione, una reciprocità, e, allo stesso tempo, una distinzione, un distanziamento, una proporzione.
Laicismo e clericalismo non capiscono questo.
Né il positivismo giuridico, né l'integralismo, uniscono.
Neppure la mentalità teocratica come nessun totalitarismo è in grado di distinguere.
Ci vuole una Cultura d'insieme che "Unisca e Distingua".
la Religione cambia la Morale - la morale cambia la religione -
c'è una interconnessione, una reciprocità, e, allo stesso tempo, una distinzione, un distanziamento, una proporzione.
Laicismo e clericalismo non capiscono questo.
Né il positivismo giuridico, né l'integralismo, uniscono.
Neppure la mentalità teocratica come nessun totalitarismo è in grado di distinguere.
Ci vuole una Cultura d'insieme che "Unisca e Distingua".
venerdì 17 febbraio 2012
Craxi ventanni dopo Mani Pulite
Una parola su un leader storico e politico italiano - Bettino Craxi -, forse il più importante dopo De Gasperi: dirigente di un partito medio-piccolo, è riuscito a rendere indipendente il suo partito dal PCI, è riuscito a raggiungere il massimo di sovranità nazionale italiana dell'ultimo secolo, ovviamente senza recidere il legame di debito con gli USA, è riuscito ad intavolare una proposta di Riforma Costituzionale mai più ripresa da altri. Certo un uomo di potere con pregi e difetti - per me anche un duro avversario politico a capo di un partito fin troppo laico ma mai anticristiano. In quel famoso discorso del luglio 1992 disse la verità politica in Parlamento a tutti gli Italiani. Invece, il Popolo, andò dietro i Di Pietro, gli Scalfari, i Comunisti in fuga da Mosca, i Leghisti della prima ora, i fascisti camaleontici. Tra la morte di Moro e l'Ostracismo di Craxi sta tutto il dramma della Prima Repubblica, che non è passata... ma è nel fango da 20 anni. La corruzione è aumentata, il problema non è risolto, ma in cambio l'Italia ha perso sovranità, libertà, ricchezza, moralità.
giovedì 16 febbraio 2012
il Popolo della SPINA
il Popolo della SPINA
Spirito
Paternità
Indissolubilità
Nascita
Autorità
Questo Popolo - pieno di vita passione speranza - farà Rinascere l'Italia !
Spirito
Paternità
Indissolubilità
Nascita
Autorità
Questo Popolo - pieno di vita passione speranza - farà Rinascere l'Italia !
domenica 12 febbraio 2012
il Primo Nemico
Il Fondamentale - il principale - Nemico della RINASCITA ITALIANA è l'Ideologia Radicale !
giovedì 9 febbraio 2012
Dio e Cesare
Il Ritorno di Dio e il ritorno a Dio. Questo il Fondamento della Rinascita italiana.
Questo è il Fondamento storico dell'Iniziativa politica della RINASCITA.
Senza questa RIPRESA e senza questa RESTAURAZIONE, - Cesare - cioè l'Italia e tutti i beni temporali decadono sempre più.
Questo è il tratto specifico della nostra epoca. Senza Dio anche Cesare muore.
Allora, un'Iniziativa politica e morale, deve riprendere il senso storico della nostra civiltà se vuole Rinascere ad una nuova fase storica piena di vita e di speranza.
Questo è il Fondamento storico dell'Iniziativa politica della RINASCITA.
Senza questa RIPRESA e senza questa RESTAURAZIONE, - Cesare - cioè l'Italia e tutti i beni temporali decadono sempre più.
Questo è il tratto specifico della nostra epoca. Senza Dio anche Cesare muore.
Allora, un'Iniziativa politica e morale, deve riprendere il senso storico della nostra civiltà se vuole Rinascere ad una nuova fase storica piena di vita e di speranza.
la Battaglia da fare con urgenza !
Bisogna cominciare a difendere l'ORDINE naturale e morale della società umana come si è fatto nel corso dei secoli con l'ideale della LIBERTA'.
Bisognerebbe fare della battaglia in DIFESA della vita, della famiglia, delle tradizioni nazionali, della patria, del senso religioso comune a tutti gli uomini, delle specifiche identità religiose del popolo, del buon senso, del senso di AUTORITA', di tutti questi FONDAMENTI del vivere civile, bisognerebbe fare una vera battaglia politica, culturale, morale.
Bisognerebbe fare della battaglia in DIFESA della vita, della famiglia, delle tradizioni nazionali, della patria, del senso religioso comune a tutti gli uomini, delle specifiche identità religiose del popolo, del buon senso, del senso di AUTORITA', di tutti questi FONDAMENTI del vivere civile, bisognerebbe fare una vera battaglia politica, culturale, morale.
domenica 5 febbraio 2012
Davide e Golia
Ciò che può abbattere GOLIA , cioè la Ideologia Radicale relativista e nichilista che sta portando l'Europa al suicidio, è qualche migliaio di giovani come te in Italia - che vadano contro-corrente rispetto a questa mentalità e costruiscano la nuova società basata sui Quattro Pilasti dell'Ordine fondamentale della società umana.
un pensiero conservatore a cui l'Italia non è abituata.
il Giardiniere coltiva e abbellisce il Giardino,
il Rivoluzionario lo distrugge in nome di una Utopia, il Reazionario lo difende ma non lo cambia, il Moderato lo lascia al più forte , il Riformista lo cambia ma non lo difende, il Conservatore lo difende e lo cambia solo per abbellirlo.
Potenze Anglo-Americane e Italia.
L'Italia dipende dalla politica americana almeno da 50 anni ?
SI. E direi che lo è stata dall'inizio del Risorgimento stesso - a parte la tragica parentesi fascista, in cui agli Anglo-Francesi abbiamo preferito i Tedeschi - quando alla base dell'azione indipendentista il ruolo delle potenze straniere è stato determinante: Usa, GB, Francia, grandi Massonerie internazionali, tutti i Servizi segreti, grandi somme e interi forzieri d'oro. Senza questi interventi miranti ad impossessarsi del Mediterraneo e a ricacciare l'Austria-Ungheria fuori dai mari, mai il Piemonte sarebbe riuscito ad annettersi il resto d'Italia così come ha fatto. Detto questo: l'Italia è l'Italia. Ma almeno cambiamo le cose che non vanno e non prendiamoci in giro: dall'8 settembre del 1943 l'Italia è sottomessa agli Stati Uniti, che ovviamente ci hanno dato "da mangiare focacce e cipolle", come Faraone dava da mangiare ad Israele in Egitto.
SI. E direi che lo è stata dall'inizio del Risorgimento stesso - a parte la tragica parentesi fascista, in cui agli Anglo-Francesi abbiamo preferito i Tedeschi - quando alla base dell'azione indipendentista il ruolo delle potenze straniere è stato determinante: Usa, GB, Francia, grandi Massonerie internazionali, tutti i Servizi segreti, grandi somme e interi forzieri d'oro. Senza questi interventi miranti ad impossessarsi del Mediterraneo e a ricacciare l'Austria-Ungheria fuori dai mari, mai il Piemonte sarebbe riuscito ad annettersi il resto d'Italia così come ha fatto. Detto questo: l'Italia è l'Italia. Ma almeno cambiamo le cose che non vanno e non prendiamoci in giro: dall'8 settembre del 1943 l'Italia è sottomessa agli Stati Uniti, che ovviamente ci hanno dato "da mangiare focacce e cipolle", come Faraone dava da mangiare ad Israele in Egitto.
sabato 4 febbraio 2012
Suicidio dell'Occidente.
ottobre 2010
Roger Scruton contro l'Unione europea
Roger Scruton non ha bisogno di grandi presentazioni. Filosofo inglese, classe 1944, è uno dei più tenaci difensori dell'Occidente e di ciò che questo rappresenta. Ovviamente è un conservatore. Chi vuole saperne di più su di lui, può leggere il recentissimo libro-intervista "Il suicidio dell'Occidente", che Scruton ha fatto con Luigi Iannone e che è stato pubblicato dalle edizioni Le Lettere.
Il motivo per cui se ne parla qui è che ieri, venerdì 15 ottobre, Scruton ha partecipato al convegno "Lo stato della democrazia nel mondo", che si è svolto alla Camera dei deputati. Quella che vedete qui sotto, sino ad ora inedita, è la sua relazione integrale. Un'analisi politicamente scorretta, realistica e - a parere del sottoscritto - in grandissima parte condivisibile su ciò che sta accadendo all'Italia (e non solo) per colpa di come è stata pensata e costruita l'Unione europea.
Buona lettura.
Il motivo per cui se ne parla qui è che ieri, venerdì 15 ottobre, Scruton ha partecipato al convegno "Lo stato della democrazia nel mondo", che si è svolto alla Camera dei deputati. Quella che vedete qui sotto, sino ad ora inedita, è la sua relazione integrale. Un'analisi politicamente scorretta, realistica e - a parere del sottoscritto - in grandissima parte condivisibile su ciò che sta accadendo all'Italia (e non solo) per colpa di come è stata pensata e costruita l'Unione europea.
Buona lettura.
di Roger Scruton
Noi europei apprezziamo la Democrazia perché ci garantisce il controllo sui nostri governi e riteniamo avere un governo che ci controlla, ma che non può essere controllato da noi sia uno dei peggiori mali in politica. Tuttavia, molte leggi imposte agli europei sono redatte da burocrati che non sono mai stati eletti e che non devono rendere conto dei propri errori. Alcune delle più importanti sentenze riguardanti la nostra vita sono emesse dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, composta di giudici non eletti, molti dei quali provenienti da paesi che non hanno una lunga esperienza dello stato di diritto. Voi in Italia avete avuto di recente un’esperienza in tal senso, con una sentenza che intendeva far rimuovere i crocefissi dalle vostre aule scolastiche, in quanto lesivi dei diritti umani.
La maggior parte di noi vede le migliaia di direttive irreversibili emanate dalla Commissione europea, le sentenze a motivazione ideologica della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo come una minaccia alla democrazia. Ma sembra non esserci modo di riformare tali istituzioni atto ad evitare il problema.
Senza che nessuno lo volesse, noi europei siamo giunti ad una situazione in cui la maggior parte delle nostre leggi ci vengono imposte da persone che non sono mai state elette e che non si assumono la responsabilità dei propri errori.
Alcuni sono disposti a convivere con il problema, ritenendo che i benefici dell’Unione Europea superino i costi. Altri – in particolar modo gli ‘Euroscettici’ del mio paese- credono che i costi superino i benefici. Per loro, questa confisca del potere decisionale da parte di élite non elette è un difetto esiziale del progetto Europeo. Qualsiasi punto di vista si abbracci, è di certo palese che lo spostamento verso una governance globale è un movimento che ci allontana dalla democrazia.
Si può ritenere che la globalizzazione sia inevitabile. Possiamo altresì credere che essa non debba sconfinare nell’ambito del sistema di governo. Per un vero democratico la globalizzazione è qualcosa che deve essere contrastata dalla politica e non da essa assorbita.
Immaginiamo un villaggio che commercia con i paesi vicini, coi quali vive in rapporti pacifici. Tutte le decisioni che riguardano il villaggio nel suo insieme vengono prese da un Consiglio eletto. A sua volta tale Consiglio invia un suo rappresentante al governo centrale per sostenere gli interessi del villaggio nell’Assemblea nazionale. La storia ci dice che tale processo è il migliore che si possa realizzare democraticamente. Possiamo immaginare più livelli di rappresentanza tra il villaggio ed il governo: la rappresentanza a livello di contea, di regione, di cantone, etc. Il principio è però chiaro: democrazia significa controllo dal basso, ove è il popolo che decide.
Supponiamo, ora, che ci sia un movimento di riforma politica per cui il villaggio è un’entità troppo piccola per prendere le decisioni necessarie al bene comune. Il villaggio deve essere, quindi, considerato, a fini elettorali, come parte di una grande città dalla quale dista dieci chilometri. I motivi sono facili da immaginare: le relazioni commerciali, gli interessi reciproci e le esigenze di buon vicinato sono minacciati dall’autonomia del villaggio. Per esempio, può rendersi necessaria una strada esterna alla città, per risolvere il problema del congestionamento del traffico. L’unica strada possibile, però, passa vicino al villaggio, turbando così la tranquillità di cui gli abitanti del villaggio godevano precedentemente. Il villaggio ovviamente voterà per opporsi alla strada che quindi non sarà costruita. Tuttavia, se il villaggio fosse inglobato nella città, il numero di voti degli abitanti del villaggio verrebbe superato da quello degli abitanti della città, giungendo dunque alla realizzazione della strada. L’ allargamento del livello di governo ha comportato una perdita di democrazia del villaggio.
Quanto detto illustra un principio generale: quanto più ampia la sfera d’azione di un sistema di governo, tanto minore è il controllo che le persone hanno sull’ ambiente circostante. Ciò è illustrato molto chiaramente in materia di infrastrutture e pianificazione. I villaggi svizzeri hanno mantenuto molti dei diritti democratici che altrove sono stati ‘confiscati’ per mano dei governi centrali. Di conseguenza, si constata che è impossibile costruire ampie autostrade in molti passi alpini, poiché le popolazioni locali votano puntualmente contro tali proposte. Il traffico nella Svizzera rurale è marcatamente più lento che non altrove, ed i confini dei villaggi sono notevolmente più chiari e netti.
In Francia le autostrade sono decretate dal governo, i terreni sono acquisiti per decreto e soltanto l’Assemblea Nazionale può avere voce in capitolo.
Di conseguenza il traffico è più snello in Francia, l’economia nazionale ne beneficia e la vita nei pressi delle autostrade è un inferno. La Francia è dunque più democratica rispetto alla Svizzera o lo è meno?
Alcuni potrebbero obiettare che il potere dei villaggi e dei cantoni svizzeri impedisce progetti che potrebbero apportare benefici all’intero paese e perciò va contro la volontà della maggioranza. In Francia, invece, la facoltà del governo centrale di non tenere conto degli interessi locali significa che il bene comune può essere promosso a dispetto degli egoismi locali e la maggioranza ha un ruolo preponderante nelle decisioni che la riguarda.
Altri potrebbero dire che il fatto di privare le collettività locali di poteri decisionali e il loro esercizio da parte del governo centrale, significa una perdita di democrazia, poiché implica che le decisioni non siano più prese da coloro che sono direttamente interessati e che la voce delle collettività umane reali è raramente ascoltata. Quale interpretazione dobbiamo dare a ciò?
Quando un gruppo di stati-nazione si unisce per creare un’Unione che abbia poteri legislativi, ognuno di essi perde il diritto di prendere decisioni inerenti materie a carattere nazionale, in cambio della partecipazione alle decisioni che riguardano il gruppo nel suo insieme.
Quando e in relazione a cosa è giustificato tutto ciò? Un trattato tra stati confinanti per difendere i rispettivi territori da attacchi esterni è un contratto di facile lettura. Nessuna delle due parti perde più di quanto non guadagni e, allo stesso tempo, ciascuno mantiene il controllo sovrano sulle proprie questioni interne. Tale contratto per la difesa reciproca non implica reali cessioni di sovranità ed esso stesso è soggetto ad un controllo democratico. La popolazione di ogni stato può votare per rescindere il contratto in ogni momento. I trattati bilaterali sono stati, quindi, raramente visti come minacce alla democrazia: al contrario, essi sono stati spesso percepiti come il risultato naturale del processo democratico, in base a cui il popolo conferisce ai propri governi la libertà ed il dovere di agire nel loro interesse.
I trattati multilaterali potrebbero non costituire alcuna minaccia alla sovranità degli stati o al processo democratico. Perfino quando tali trattati danno vita a delle istituzioni burocratiche destinate all’agenda condivisa – come nel caso della NATO, ad esempio - non costituiscono una minaccia alla democrazia, nella misura in cui non vanno al di là dello scopo per il quale sono stati firmati. I firmatari conservano la sovranità in ogni ambito, inclusi quelli relativi al trattato. Sebbene essi abbiano degli obblighi nel trattato, questi ultimi sorgono soltanto in determinate circostanze e sono liberamente accettati dal parlamento nazionale come il prezzo da pagare per i benefici.
I trattati multilaterali sono un mezzo per gestire la globalizzazione. Man mano che gli stati diventano sempre più soggetti alle pressioni esterne, essi possono unirsi per stabilire trattati e procedure per resistere a tali pressioni: trattati per proteggere i loro ambienti condivisi, le risorse naturali condivise (come il patrimonio ittico e le risorse idriche), ovvero preoccupazioni condivise nell’ ambito della sicurezza. Il punto più importante è che un trattato, così come ogni contratto, conferisce un potere di veto ai singoli firmatari. Se i termini non sono rispettati da una delle parti, gli altri sono liberi di ritirarsi e così il trattato viene annullato.
In tal senso i trattati possono essere utilizzati per controllare la globalizzazione e per assoggettarla alla disciplina della democrazia, proprio come il processo politico in Svizzera è soggetto alla disciplina della democrazia locale attraverso la richiesta del consenso delle collettività locali per le decisioni che le riguardano.
Non tutti i trattati però hanno caratteristiche contrattuali. Dalla fine della seconda guerra mondiale un nuovo tipo di trattato è divenuto comune, un contratto in cui le parti hanno rinunciato alla loro capacità decisionale nelle aree regolate dal trattato, per trasferirla ad organismi che i loro elettorati nazionali non possono controllare.
L’Unione Europea ne è un caso paradigmatico. Così come il Tribunale Penale Internazionale, l’Organizzazione Mondiale per il Commercio e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, l’Unione Europea è una forma di globalizzazione e non un tentativo di resistervi. Nonostante siano stabilite da un trattato, queste istituzioni confiscano i poteri legislativi dei loro membri ed impongono agli stati-nazioni leggi e normative per le quali le loro popolazioni non voterebbero mai, ma che non possono respingere.
Si considerino le disposizioni relative alla libertà di circolazione sancite dal Trattato di Roma. Esse garantiscono ai cittadini europei il diritto alla libera circolazione su tutto il territorio dell’Unione per cercare lavoro. Al momento della firma del Trattato di Roma sussisteva in certa misura una parità dei tassi di reddito e di occupazione delle nazioni interessate, e nessuno prevedeva il verificarsi di migrazioni di massa da un capo all’altro del continente. Se i cittadini italiani fossero stati consultati sulla questione, avrebbero certamente votato per un emendamento al Trattato volto a non includere la clausola della libertà di circolazione, ovvero si sarebbero opposti all’adesione della Romania all’Unione europea. Ma i cittadini non sono stati consultati e pertanto gli italiani sono costretti ad accettare l’immigrazione di cittadini rumeni, sebbene molti siano fortemente contrari a tale fenomeno. Non dico che gli italiani abbiano ragione, ma questo è ciò che provano. Inoltre, ritengono che sia un loro diritto democratico, attraverso i loro rappresentanti politici, imporre controlli all’immigrazione: dopo tutto è pur sempre il loro paese. Questo diritto gli è stato vietato. Qualsiasi preferenza esprimano alle elezioni, i cittadini italiani non possono fare niente per reclamare che il loro paese sia loro restituito.
Questo è un esempio di una critica che viene mossa in tutti i paesi del Nord e dell’Ovest dell’Unione. Abbiamo perso il controllo delle nostre frontiere e non esiste alcun modo per riconquistarlo che sia compatibile con lo status di Stati membri dell’Ue. Inoltre, non esiste alcun modo per modificare le istituzioni europee al fine di affrontare tale fenomeno. Le disposizioni sancite dal Trattato non sono come le leggi ordinarie: non possono essere corrette dai Parlamenti e, una volta entrate in vigore, sono effettivamente irreversibili, o reversibili solo se si rifiutasse il Trattato e l’intera sovrastruttura istituzionale e procedurale costruita su di esso. Nessun partito politico ha il coraggio di farlo, dal momento che le conseguenze sono incalcolabili.
Coloro che hanno concepito i Trattati di Maastricht e di Lisbona erano consapevoli della perdita di credibilità dell’Ue di fronte ai cittadini dell’Europa. Tuttavia, erano membri di una nuova classe politica, convintamente transnazionale, ben retribuita nella vita professionale e dipendente dagli apparati europei per i propri privilegi. Tale classe politica forma parte dell’economia globale. Si relaziona con maggiore facilità con il settore delle aziende multinazionali che con le collettività locali, intrattiene rapporti con le élites di altri luoghi e ricopre senza attriti gli incarichi artificiali creati all’interno dell’Ue.
Un tipico esempio di tale classe è il nostro nuovo ministro degli Esteri, la baronessa Ashton. Nessuno in Gran Bretagna sapeva chi fosse quando fu annunciata la sua nomina. Non è mai stata eletta a nessuna delle cariche che ha occupato, è arrivata alla Camera dei Lord tramite il partito laburista e la relativa rete di ONG senza attirare l’attenzione su di sé, ed è stata nominata come nostra rappresentante per gli affari esteri senza che nessuno nel mio paese, eccetto i suoi amici membri della nuova classe politica, abbia potuto esprimere la propria opinione in merito. Tale classe politica è molto più interessante per le aziende multinazionali della gente comune, dato che controlla una macchina legislativa che passa sopra le teste dei cittadini. Attraverso l’attività di lobby a Bruxelles, le grandi industrie del mondo possono modificare le leggi di ogni nazione in loro favore.
In qualità di membri di tale classe politica, coloro che redigono i trattati UE sono ovviamente attenti a salvaguardare la loro posizione. Sono stati compiuti molti sforzi per creare una sorta di ‘simil-democrazia’ in cui un Parlamento Potemkin simula di prendere in esame la legislazione e simula di esercitare il proprio diritto di veto sulla stessa, ma nella quale, in realtà, nessuna nazione all’interno dell’Unione può far valere il proprio potere di veto. I Trattati ci rassicurano che è in vigore il principio della ‘sussidiarietà’, secondo il quale le decisioni devono sempre essere prese al più basso livello possibile, ma allo stesso tempo implicano che sono l’UE e la Commissione a decidere quale sia tale livello. Pertanto, la sussidiarietà è semplicemente un altro termine per indicare quel controllo esercitato dall’alto verso il basso che ha confiscato i nostri poteri legislativi nazionali, garantendocene l’esercizio solo nei casi in cui ce li concedono dei funzionari non eletti.
Ciò a cui stiamo assistendo nell’UE, e anche all’interno delle nuove forme di Tribunali internazionali e di agenzie di regolazione come l’OMC e le agenzie delle Nazioni Unite, è la globalizzazione della politica. Piuttosto che difendere la sovranità nazionale dall’invasione globale, il processo politico sostiene l’invasione globale a scapito dello stato-nazione.
Ci si potrebbe chiedere: perché no? Cosa c’è di sbagliato in questo? Dal momento che viviamo in una società globale, non abbiamo forse bisogno di un governo globale per risolvere i nostri problemi comuni? Il problema di tale approccio è che ignora il principio sul quale ogni democrazia basa la propria legittimità, ovvero l’identità nazionale. In una democrazia i cittadini si identificano come parte di una prima persona plurale, un ‘noi’ che si fonda sull’eredità del passato e sulla storia, si manifesta nella lingua, nella religione e nell’attaccamento al territorio e alla comunità. In Europa tale ‘noi’ è un ‘noi’ nazionale, ed è a tale concetto che i politici fanno ricorso per ottenere il consenso dei cittadini per scelte politiche che possono comportare sacrifici nel breve termine.
Gli italiani vogliono un governo che difenda e promuova l’interesse nazionale italiano. Non vogliono un governo che promuova gli interessi di una classe politica internazionale, ovvero della rete globale delle multinazionali. Tuttavia, un numero sempre maggiore delle loro leggi sono imposte da quella classe politica, sotto la pressione delle aziende che svolgono attività di lobby.
Cosa dovremmo fare, dunque? Il mio parere personale è che, senza dei cambiamenti radicali, l’UE entrerà in un periodo di crisi. Un numero crescente delle sue decisioni saranno eluse o respinte, e i cittadini cercheranno in ogni modo di riconquistare quei poteri dei quali sono stati erroneamente privati a favore dell’UE. In un modo o in nell’altro l’UE deve cessare di fungere da agente della globalizzazione e diventare un centro di resistenza ad essa, uno strumento per imporre l’ordine politico sull’entropia economica e sociale. Ritengo che l’unico modo per raggiungere tale obiettivo sia ristabilire la sovranità nazionale in tutte quelle aree in cui è stata persa: definire come raggiungere tale obiettivo spetta, tuttavia, ai politici e non a un semplice filosofo.
Il punto debole del Potere dominante.
Il punto debole del Potere dominante è l'Ideologia Anti-Natalista - che può essere sconfitta con estrema semplicità ma - ovviamente - con estremo coraggio.
Infatti - per sconfiggere l'ideologia antinatalista basta affermare una realtà Natalista, una realtà popolare innamorata della vita e della Terra dei Padri.
Infatti - per sconfiggere l'ideologia antinatalista basta affermare una realtà Natalista, una realtà popolare innamorata della vita e della Terra dei Padri.
Libertà e sovranità d'Italia.
L'Italia è sottoposta - oggi - ad una perdita :
- di sovranità nazionale
- di libertà democratica
- di legame con le proprie tradizioni.
- di sovranità nazionale
- di libertà democratica
- di legame con le proprie tradizioni.
venerdì 3 febbraio 2012
critica radicale
1 Natalità - 2 Indissolubilità - 3 Paternità - 4 Educazione = Fortezza
Sulla base di questa Politica Fondamentale va posta
una critica radicale alla Ideologia Radicale di massa.
giovedì 2 febbraio 2012
La Tragedia della civiltà Occidentale.
L'inizio della Tragedia in atto in Occidente.
Dal 1717 c'è un attacco diretto al Creato e alla Dignità umana in nome di Rivoluzioni utopiche e artificialiste.
Quest'attacco morale e culturale è diventato politico, giuridico e militare nel 1789.
Ma l'inizio vero e proprio della Separazione tra Tradizione religiosa dell'uomo (con tutti i problemi religiosi e storici connessi ) e Volontà Antropocentrica e Artificialista - a mio avviso, pur risultando un elemento costante della decadenza umana post-adamitica - trova il suo momento d'inizio all'epoca di Dante, per esplodere ai tempi della nascita di fideismo e di scientismo, due facce della stessa medaglia.
Ora: dalla Rivoluzione Francese ad oggi - lasciando solo per convenzione retorica la teologia e l'Apocalisse a bagnomaria - c'è stato un crescendo di Antropocentrismo, Utopismo e Totalitarismo, come ombra dell'effettivo progresso emancipativo dell'umanità dovuto all'Avvento del Vangelo sulla terra. Col Sessantotto poi, la Rivoluzione Antropocentrica ha raggiunto i9l suo apice morale e politico. In questi 40 anni, la Radicalità del potere solipsistico è arrivato finalmente dove voleva arrivare dall'inizio dei Tempi: a possedere il potere totale sulla vita umana, fin nel profondo del cervello, se possibile manipolando il cuore e l'anima.
Siamo entrati oramai in Tempi speciali e unici nella storia.
In Italia la morte di Moro rappresenta la fine del vecchio ideale democratico e l'affermarsi del Totalitarismo mentale che dura tuttora, anche se la violenza esteriore è stata momentaneamente tamponata, per riversarsi in altri aspetti della realtà umana e della geopolitica mondiale.
Aldo Moro: gli uomini e le idee.
Il significato morale della morte di Aldo Moro. l
La morte di Moro mi ha fatto capire cosa è la Pietà, cosa è la democrazia, cosa è "la Religione idolatra della Politica", cosa sono i Giuda pseudo amici e cosa è la Superbia dei Rivoluzionari... fu l'inizio di un lungo cammino che mi portò - sei anni dopo - nelle braccia di Gesù di Nazareth. Dio si servì della Storia politico-ideologica per portarmi a Lui e per farmi capire l'essenza della politica e del male nella storia, sembra paradossale ma questa è la pura e semplice verità...
La morte di Moro mi ha fatto capire cosa è la Pietà, cosa è la democrazia, cosa è "la Religione idolatra della Politica", cosa sono i Giuda pseudo amici e cosa è la Superbia dei Rivoluzionari... fu l'inizio di un lungo cammino che mi portò - sei anni dopo - nelle braccia di Gesù di Nazareth. Dio si servì della Storia politico-ideologica per portarmi a Lui e per farmi capire l'essenza della politica e del male nella storia, sembra paradossale ma questa è la pura e semplice verità...
Agire e Parlare, mai l'uno senza l'altro.
Bisogna sia Agire che Parlare.
L'Azione è la misura della verità e il luogo in cui la verità si compie.
La Parola è la realtà dell'agire nella sua forma intelligibile ed estetica.
Nulla si pone in essere che non sia detto e pensato.
Nulla si può dire che non sia realtà e quindi azione.
Parola e Azione sono la stessa realtà.
Chi agisce senza pensare, sapere, riflettere, comunicare, sbaglia inevitabilmente e neppure comprende i suoi errori.
Chi parla senza agire è un ipocrita superbo, o un debole supponente, o semplicemente un confuso sognatore, forse - alla meno peggio - un ignorante.
L'Azione è la misura della verità e il luogo in cui la verità si compie.
La Parola è la realtà dell'agire nella sua forma intelligibile ed estetica.
Nulla si pone in essere che non sia detto e pensato.
Nulla si può dire che non sia realtà e quindi azione.
Parola e Azione sono la stessa realtà.
Chi agisce senza pensare, sapere, riflettere, comunicare, sbaglia inevitabilmente e neppure comprende i suoi errori.
Chi parla senza agire è un ipocrita superbo, o un debole supponente, o semplicemente un confuso sognatore, forse - alla meno peggio - un ignorante.
La Crisi dell'Occidente
Fermare il declino dell'Occidente di Riccardo Cascioli 21-01-2012
“Il mondo di ieri è finito, c’è un grande cambiamento epocale in corso, con un trasferimento di potere e di ricchezza fuori dall’Occidente che per decenni ha governato il mondo. L’Occidente rischia di scomparire, deve reagire formando una grande area economica comune tra Europa e Stati Uniti. Ma concentrarsi sul debito è un grave errore”. Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior (Istituto di opere religiose, la Banca vaticana) e studioso di economia ha le idee chiare su quanto sta avvenendo, sulla crisi economica in corso e su come uscirne. Nella sua casa, nel centro di Piacenza, contornati da quadri antichi (“Il più recente è del ‘600”, dice scherzando sulla sua passione per la cultura classica) e da un arredamento semplice ma che sa di storia, ben si comprende che i giudizi sull’attualità vengono da una sapienza che affonda le radici nei secoli.
Cerchiamo allora di capire perché questa crisi economica è il sintomo di un mondo che sta finendo, e come uscirne.
Per uscire da una crisi bisogna fare una diagnosi corretta, perché è come una malattia che corrompe un fisico sano, con un suo equilibrio. Purtroppo però di questa crisi continuiamo a guardare gli effetti anziché le cause. Continuiamo a dire che è dovuta all’eccesso di debito creato dalle banche negli ultimi 20 anni.
E invece?
L’eccesso di credito fatto dal sistema bancario non è l’origine, ma la conseguenza della crisi, perché la vera crisi è il crollo delle nascite e di conseguenza il crollo dello sviluppo sostenibile nel mondo occidentale, Europa e Stati Uniti. Del solo mondo occidentale, che però è quello che ha guidato, ispirato e gestito l’economia mondiale negli ultimi 30 anni. Il debito allora è il modo in cui il mondo occidentale mantiene la crescita dell’economia compensando il crollo delle nascite.
Il Papa parla di crisi morale alla radice della crisi economica.
Infatti. L’aspetto morale che il Papa evidenzia è proprio qui, nel tentativo di far crescere il Pil senza fare figli. Nell’enciclica Caritas in Veritate, nel primo capitolo il Papa cita le due encicliche sociali di Paolo VI, la Humanae Vitae e la Populorum Progressio. La prima dice che senza la centralità della vita non si può fare niente, se l’uomo non è al centro, se la vita non è considerata il principio di ogni cosa, nulla funziona. Nella seconda, che l’uomo non può pensare allo sviluppo solo in termini materialistici. Invece si è voluto mantenere la crescita del Pil facendo indebitare i sistemi economici del mondo occidentale. Ma ripeto: questa è la conseguenza, l’origine è molto più profonda e più importante.
Quindi, come se ne esce?
Se io fossi un governante la mia prima domanda sarebbe: ma se questo è vero che cosa vuol dire per me riportare in sesto i conti e fare ripartire l’economia? Vuol dire ridurre il debito oppure creare le premesse per la crescita?
Sono due cose completamente differenti. Tutti noi continuiamo a guardare il debito e nessuno dice che per far crescere il mondo occidentale bisogna tornare a fare figli e quindi bisogna sviluppare la famiglia, l’amore per la famiglia, l’amore per i figli, non solo spegnere il debito. Puoi spegnere il debito, ma il giorno dopo sei daccapo. E comunque non puoi spegnere il debito se non riattivi la crescita.
Il crollo delle nascite è un processo che va avanti da molto tempo in Occidente. Perché una crisi di questo genere scoppia ora?
Per un motivo molto semplice. Negli ultimi 20 anni ogni paese ha adottato una crescita a debito differente. In Europa – dove ci sono nazioni con forte vocazione al welfare sociale – con il debito di Stato, che è intervenuto direttamente nell’economia. Negli Stati Uniti, di tradizione liberista e perciò ostile al debito di Stato, si è fatta crescere l’economia per 15-20 anni con il debito privato delle famiglie. Ma tutti i debiti – che siano privati: delle famiglie, delle imprese, delle banche; oppure dello Stato – tutti alla fine diventano debito di Stato. Perché se le famiglie non pagano il mutuo e riportano la carta di credito in banca, salta la banca; se salta la banca deve intervenire lo Stato come ha fatto negli Usa nazionalizzando di fatto le banche. Se io faccio crescere il sistema a debito attraverso le imprese o le banche e queste saltano, deve intervenire lo Stato. Quindi tutto, nel medio termine, diventa debito di Stato.
Fino a ieri sui mercati c’era soltanto il debito con cui l’Europa ha finanziato pensioni, sanità, sostegno sociale, c’era un equilibrio consolidato tra domanda e offerta. Ma oggi, lo vediamo in questi giorni, i paesi europei non riescono a collocare il loro debito sui mercati alla scadenza, e lo spread aumenta. Il motivo è che è successa una cosa nuova: a collocare il debito di stato ora ci sono anche gli Stati Uniti, perché gli Usa hanno sostenuto negli ultimi decenni la crescita del Pil con il debito delle famiglie, ma quando le famiglie non hanno pagato, sono saltate le banche – vedi Lehman Brothers –, lo Stato interviene a salvare le banche e si indebita. Ma il debito dello Stato americano sul Pil significa confrontare un debito sul più grande Pil del mondo, dieci volte quello italiano, poco meno del doppio di quello europeo. Allora se il debito sul Pil passa negli ultimi 4 anni dal 60 al 100% è come se aumentasse di tutto il debito di tutta l’Europa. Questo debito, a parte quello sostenuto dalla Fed emettendo carta moneta, è stato collocato sui mercati. Immaginiamo cosa è dunque successo: una massa di debito americano così forte che va sui mercati che tradizionalmente sottoscrivevano solo quello europeo. Quindi si è squilibrata la domanda e l’offerta del debito sovrano. Ecco allora la crisi dell’Europa, la Grecia in ginocchio, l’Italia in difficoltà. Il debito americano vale più del nostro, perché hanno svalutato il dollaro, danno dei tassi interessanti ma soprattutto hanno accordi con lo Stato più grande del mondo. La Cina preferisce sottoscrivere il debito americano piuttosto che quello europeo perché gli Stati Uniti comprano i prodotti cinesi. E’ come sostenere la vendita dei propri prodotti agli Usa.
Se la causa vera della crisi è il crollo demografico, è evidente quale dovrebbe essere la risposta. Che però, anche se venisse – e non sembra che i governi ne siano coscienti – sarebbe una risposta dai tempi lunghissimi. Ma nel breve termine cosa si dovrebbe fare?
L’Europa anzitutto deve recuperare il gap, il divario che la separa dagli Stati Uniti, e che riguarda soprattutto il lavoro. C’è una differenza di produttività intorno al 25%, che si può recuperare solo attraverso delle riforme radicali per rendere la struttura economica meno costosa e più produttiva. Più elasticità nel mondo del lavoro e meno rigidità conseguente, meno relazioni sindacali che proteggono, meno stato assistenziale. Dobbiamo ridurre i costi di un sistema che per decenni è stato assistenziale, costosissimo. E dobbiamo farlo in brevissimo tempo.
Basterebbe?
Bisogna avere coscienza che ormai l’ordine economico mondiale è cambiato. L’Occidente sta rischiando di concludere la sua guida del mondo. Su 7 miliardi di abitanti nel mondo, Europa e Stati Uniti ne contano meno di un miliardo. Il futuro è nella crescita dell’Asia, persino dell’Africa e dell’America Latina perché sono paesi più disponibili a essere produttivi, più disponibili al sacrificio, al lavoro, alla produttività, Noi siamo paesi costosi. Negli ultimi 20 anni non facendo figli, rifiutandoci egoisticamente di crescere il numero della popolazione in Occidente, abbiamo cambiato drammaticamente la struttura delle nostre economie. Per far crescere il Pil siamo diventati sempre più consumatori e sempre meno produttori, condannando l’altra parte del mondo a produrre a basso costo, e con consumi ridotti. Ma questo è un sistema insostenibile, per farlo abbiamo distrutto il risparmio: in Italia, negli anni ’70 si risparmiava tra il 25 e il 30% del reddito, oggi siamo scesi sotto il 5%. Avendo stabilito una crescita economica falsata a debito, senza crescita reale della popolazione, noi abbiamo fatto lievitare in maniera drammatica i costi fissi, ovvero i costi sociali, i costi dello Stato. Come li abbiamo assorbiti questi costi? Aumentando le tasse. Nel 1975 il peso delle tasse sul Pil era il 25%, oggi il 50.
L’Occidente rischia di scomparire, ma è diviso al suo interno. Stati Uniti ed Europa appaiono in concorrenza fra di loro, come anche emerge dal quadro fatto a proposito del debito.
Ci si deve rendere conto che il problema non riguarda solo una parte, ma tutto il mondo occidentale: Stati Uniti ed Europa devono creare un’area unica con criteri di omogeneità. Insieme hanno un Pil che vale la metà del Pil mondiale, ci si deve sostenere per uscire insieme dalla crisi, formare un’area comune con dei criteri di coordinamento economico. Ripeto: oggi siamo di fronte a un grande cambiamento epocale, il mondo di ieri è finito, assistiamo a un trasferimento di potere e di ricchezza fuori dall’area che per 30-40 anni ha governato il mondo. L’Occidente deve reagire in modo equilibrato tenendo conto che sta rischiando di scomparire di non contare più nulla. L’Occidente è importante perché ha sviluppato un sistema di crescita, di equilibrio, di crescita nel mondo che nasce sulle radici cristiane. Quando finirà questo, quali saranno le altre radici culturali su cui si formerà un modello di controllo e di potere economico?
Lei pone quindi anche un problema culturale. Ma non è culturale anche il problema demografico? In fondo fare famiglia, mettere al mondo dei figli non dipende primariamente da questioni economiche, ci vogliono motivazioni che vengono prima.
Questo è vero, ma cultura ed economia si influenzano a vicenda, è difficile dire cosa viene prima. Prendiamo ad esempio la cultura neo-malthusiana, che continua a essere presente da 200 anni, da quando Malthus scrisse i suoi Princìpi, che hanno poi ispirato anche Darwin e la sua teoria sulla selezione della specie (dedicò il suo libro a Malthus). Quelli malthusiani sono princìpi di carattere economico secondo cui la popolazione mondiale rischia di morire di fame se nascono troppi figli. I neomalthusiani degli anni ‘70-’80 del XX secolo, quelli riuniti attorno al Club di Roma predissero che attorno al 2000 o addirittura prima centinaia di milioni di persone sarebbero morte di fame in Asia se la popolazione avesse continuato a crescere con quei ritmi. Questo è un criterio economico che ha creato immediatamente un effetto “palla di neve”, una serie di reazioni di carattere culturale. Come si fa a limitare le nascite? Sicuramente con i contraccettivi ma anche con la distribuzione di una cultura: prima di tutto con l’ostilità per i nuovi nati, potenziali inquinatori, ed ecco la saldatura con il movimento ecologista: più bambini nascono più si inquina perché aumenta la domanda, aumentano i bisogni, quindi più produzione e di conseguenza più inquinamento. Poi l’infatuazione femministica, il ruolo della donna che deve essere migliore, superiore all’uomo, diritto-dovere di lavorare e quindi se fai una cosa non ne fai un’altra. Quindi è diventata una cultura, ma all’origine c’è la teoria malthusiana che è economica. Che a sua volta però è stata probabilmente ispirata da princìpi contro la vita, da una visione che riduce l’uomo ad animale intelligente fatto di carne ma non di spirito.
Al contrario la Populorum Progressio dice che lo sviluppo economico non può essere solo materialistico, l’uomo non è solo animale intelligente che si soddisfa economicamente. Quindi bisogna equilibrare i suoi bisogni spirituali, e di conseguenza le sue esigenze di affetto, di vocazione verso le cose importanti, come sposarsi e mettere al mondo figli.
Certo che ricominciare oggi un processo che sovverta la mentalità anti-natalista in cui siamo immersi non è semplice…
Eppure, guardi, che ci sono indagini statistiche che evidenziano come la maggior parte delle coppie, anche in Europa, desidererebbe avere più figli di quelli che effettivamente hanno. La verità è che le persone hanno la vocazione verso una forma naturale di sopravvivenza: famiglia e figli, una vocazione che non si realizza per paura o per intrinseci problemi economici o per cultura, per abitudine. In fondo basterebbe che i governi concedessero sgravi e incentivi fiscali per la formazione delle famiglie e l’educazione dei figli, per avviare un circolo virtuoso. Dal momento in cui una persona si sposa pensa in termini di crescita della sua famiglia e dei suoi figli, quindi si impegna di più. Se si avvia il ciclo di formazione di una famiglia con la previsione di fare figli, le persone si impegnano di più producono di più, risparmiano di più, creano una base monetaria forte per il sistema bancario. Questo genera una crescita dell’economia, non il consumismo fine a se stesso, che tra l’altro non serve a molto anche perché il 60% dei beni che consumiamo li importiamo.
Primo e più Grave problema italiano ed europeo.
L'inverno demografico non finisce più
Inverno demografico. Così il demografo francese Gerard François Dumont definisce la situazione di un Paese che non permette la sostituzione delle generazioni. La rilevazione Istat degli indicatori demografici 2010, diffusa nei giorni scorsi, indica proprio questo. Le donne italiane fanno 1,4 figli a testa (nel 2009, la media era 1,41; nel 2008, 1,42), mentre il livello di rimpiazzo generazionale è fissato ad una percentuale del 2,1 figli per donna. La media di procreazione delle donne italiane fa riflettere rispetto a quella che si registra per le donne immigrate nel nostro Paese, le quali fanno 2,3 figli a testa. Ed è proprio la popolazione immigrata (quella regolare è pari a 4 milioni e mezzo) che determina l’aumento della popolazione complessiva: siamo 60 milioni e 600 mila.
Il 55,4% delle famiglie italiane è costituito al massimo da due componenti: sono costituite da coniugi senza figli e famiglie monogenitoriali. Il 28% di famiglie ha un solo componente: per la metà – dice l’Istat – si può pensare si tratti di persone vedove, perché hanno più di 65 anni; nell’altra metà, ci sono i single, i separati, gli omosessuali, le nubili e i celibi. Gli ultra 65enni sono già un quinto della popolazione e si stima che nel giro di pochi anni ne costituiranno un terzo. L’aspettativa di vita per un uomo è di oltre 79 anni. Per una donna di oltre 84. Il numero degli ultracentenari è di oltre 16mila ed è più che triplicato negli ultimi 10 anni.
La situazione italiana non è sostanzialmente diversa da quella degli altri Paesi europei. L’ultimo rapporto della Rete Europea dell’Istituto di Politica Familiare (IPF), rileva che in 25 anni in Europa si è assistito ad una perdita di giovani di meno di 14 anni pari a 23 milioni, che rappresenta una riduzione del 21% - il 10% negli ultimi dieci anni – mentre le persone con più di 80 anni sono aumentate dell’84%. In due case europee su tre, non c’è un bambino, mentre negli Stati Uniti la crescita della popolazione è di dodici volte superiore a quella europea. In base alle statistiche, viviamo in un continente dove si consuma ogni 25 secondi un aborto, prima causa di mortalità, perché fa più vittime delle malattie di cuore, di quelle cardiovascolari, degli incidenti stradali, della droga, dell’alcool, dei suicidi; dove crolla il numero dei matrimoni; dove sono un milione all’anno i divorzi, dove ogni giorno vengono chiuse tre scuole per mancanza di bambini.
Gli andamenti della natalità, il mutare della aspettativa di vita e i flussi migratori, incidono fortemente sul modo di concepire e governare la società. L’invecchiamento della popolazione e la conseguente rivoluzione epidemiologica in ambito sanitario – ad esempio – dovrebbero obbligare a ripensare l’intero sistema del Welfare, compreso il comparto relativo alla salute. Diventeranno prioritarie le malattie cardiovascolari (prima causa di morte), i tumori (prima causa di anni di vita attiva persi), le patologie dell’invecchiamento e della infanzia, il diabete e le malattie metaboliche. Il peso delle malattie croniche, che già oggi colpiscono il 25 per cento della popolazione e rappresentano il 70 per cento della spesa, inciderà sempre di più sul bilancio del sistema sanitario.
Ad un allungamento della aspettativa di vita non corrisponde la garanzia di una proporzionale vita attiva. Per gli ultrasettantacinquenni è di quasi dieci anni la prospettiva di vita in condizioni di disabilità.
I responsabili dell’Istat, nel presentare i dati della ricerca, hanno sottolineato – tra l’altro - l’aumento del numero degli stranieri e la loro maggiore fecondità; il moltiplicarsi delle famiglie di fatto; l’attenzione da dare alle persone anziane e non autosufficienti; il fatto che le percentuali di natalità sono più alte laddove i servizi sociali sono efficienti e dove ci sono maggiori possibilità di lavoro; il dato della migrazione interna verso il centro e il nord – siamo al 2 per mille della popolazione; il disagio, sul piano dell’autonomia economica, dei giovani adulti: il 30,1% dei 35enni vive in casa con i genitori.
L’insieme di questi elementi fornisce il quadro di una società che è mutata profondamente, con grande rapidità ed accelerazioni. Ci sono tante priorità da affrontare, ma ve n’è una essenziale, quella che ha espresso Benedetto XVI lo scorso 14 gennaio, ricevendo gli amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma: “La famiglia deve essere sostenuta da politiche organiche che non si limitino a proporre soluzioni ai problemi contingenti, ma abbiano come scopo il suo consolidamento e sviluppo e siano accompagnate da un’adeguata opera educativa”.
di Danilo Quinto
28-01-2011
Inverno demografico. Così il demografo francese Gerard François Dumont definisce la situazione di un Paese che non permette la sostituzione delle generazioni. La rilevazione Istat degli indicatori demografici 2010, diffusa nei giorni scorsi, indica proprio questo. Le donne italiane fanno 1,4 figli a testa (nel 2009, la media era 1,41; nel 2008, 1,42), mentre il livello di rimpiazzo generazionale è fissato ad una percentuale del 2,1 figli per donna. La media di procreazione delle donne italiane fa riflettere rispetto a quella che si registra per le donne immigrate nel nostro Paese, le quali fanno 2,3 figli a testa. Ed è proprio la popolazione immigrata (quella regolare è pari a 4 milioni e mezzo) che determina l’aumento della popolazione complessiva: siamo 60 milioni e 600 mila.
Il 55,4% delle famiglie italiane è costituito al massimo da due componenti: sono costituite da coniugi senza figli e famiglie monogenitoriali. Il 28% di famiglie ha un solo componente: per la metà – dice l’Istat – si può pensare si tratti di persone vedove, perché hanno più di 65 anni; nell’altra metà, ci sono i single, i separati, gli omosessuali, le nubili e i celibi. Gli ultra 65enni sono già un quinto della popolazione e si stima che nel giro di pochi anni ne costituiranno un terzo. L’aspettativa di vita per un uomo è di oltre 79 anni. Per una donna di oltre 84. Il numero degli ultracentenari è di oltre 16mila ed è più che triplicato negli ultimi 10 anni.
La situazione italiana non è sostanzialmente diversa da quella degli altri Paesi europei. L’ultimo rapporto della Rete Europea dell’Istituto di Politica Familiare (IPF), rileva che in 25 anni in Europa si è assistito ad una perdita di giovani di meno di 14 anni pari a 23 milioni, che rappresenta una riduzione del 21% - il 10% negli ultimi dieci anni – mentre le persone con più di 80 anni sono aumentate dell’84%. In due case europee su tre, non c’è un bambino, mentre negli Stati Uniti la crescita della popolazione è di dodici volte superiore a quella europea. In base alle statistiche, viviamo in un continente dove si consuma ogni 25 secondi un aborto, prima causa di mortalità, perché fa più vittime delle malattie di cuore, di quelle cardiovascolari, degli incidenti stradali, della droga, dell’alcool, dei suicidi; dove crolla il numero dei matrimoni; dove sono un milione all’anno i divorzi, dove ogni giorno vengono chiuse tre scuole per mancanza di bambini.
Gli andamenti della natalità, il mutare della aspettativa di vita e i flussi migratori, incidono fortemente sul modo di concepire e governare la società. L’invecchiamento della popolazione e la conseguente rivoluzione epidemiologica in ambito sanitario – ad esempio – dovrebbero obbligare a ripensare l’intero sistema del Welfare, compreso il comparto relativo alla salute. Diventeranno prioritarie le malattie cardiovascolari (prima causa di morte), i tumori (prima causa di anni di vita attiva persi), le patologie dell’invecchiamento e della infanzia, il diabete e le malattie metaboliche. Il peso delle malattie croniche, che già oggi colpiscono il 25 per cento della popolazione e rappresentano il 70 per cento della spesa, inciderà sempre di più sul bilancio del sistema sanitario.
Ad un allungamento della aspettativa di vita non corrisponde la garanzia di una proporzionale vita attiva. Per gli ultrasettantacinquenni è di quasi dieci anni la prospettiva di vita in condizioni di disabilità.
I responsabili dell’Istat, nel presentare i dati della ricerca, hanno sottolineato – tra l’altro - l’aumento del numero degli stranieri e la loro maggiore fecondità; il moltiplicarsi delle famiglie di fatto; l’attenzione da dare alle persone anziane e non autosufficienti; il fatto che le percentuali di natalità sono più alte laddove i servizi sociali sono efficienti e dove ci sono maggiori possibilità di lavoro; il dato della migrazione interna verso il centro e il nord – siamo al 2 per mille della popolazione; il disagio, sul piano dell’autonomia economica, dei giovani adulti: il 30,1% dei 35enni vive in casa con i genitori.
L’insieme di questi elementi fornisce il quadro di una società che è mutata profondamente, con grande rapidità ed accelerazioni. Ci sono tante priorità da affrontare, ma ve n’è una essenziale, quella che ha espresso Benedetto XVI lo scorso 14 gennaio, ricevendo gli amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma: “La famiglia deve essere sostenuta da politiche organiche che non si limitino a proporre soluzioni ai problemi contingenti, ma abbiano come scopo il suo consolidamento e sviluppo e siano accompagnate da un’adeguata opera educativa”.
martedì 31 gennaio 2012
ORDINE E LIBERTA' - una visione storica da costruire
Un Compito storico
Bisogna riunificare tutte le esperienze "nuove" e "antiche" in un unico Fronte e in un'unica Corrente di Grazia, che si oppongono alla Rivoluzione dell'Uomo Artificiale. Non è più possibile questa attuale frammentazione di esperienze. Ci vuole una grande Unificazione culturale, politica, morale e spirituale.
Tutte le grandi Forze Totalitarie, nichilistiche, relativistiche, artificialiste, possono essere sconfitte solo se tutte le Forze naturali, morali, tradizionali, etiche, metafisiche, religiose, artistiche, umanistiche, si "uniscono" in un solo Grande Movimento storico.
Questa Unificazione è Dono del Cielo ed è opera immensa e imprescindibile di tutte le forze umane positive e innamorate della Vita.
La scelta è tra la Vita e la morte. Questo è bello !
E' ora di schierarsi e di combattere !
Bisogna riunificare tutte le esperienze "nuove" e "antiche" in un unico Fronte e in un'unica Corrente di Grazia, che si oppongono alla Rivoluzione dell'Uomo Artificiale. Non è più possibile questa attuale frammentazione di esperienze. Ci vuole una grande Unificazione culturale, politica, morale e spirituale.
Tutte le grandi Forze Totalitarie, nichilistiche, relativistiche, artificialiste, possono essere sconfitte solo se tutte le Forze naturali, morali, tradizionali, etiche, metafisiche, religiose, artistiche, umanistiche, si "uniscono" in un solo Grande Movimento storico.
Questa Unificazione è Dono del Cielo ed è opera immensa e imprescindibile di tutte le forze umane positive e innamorate della Vita.
La scelta è tra la Vita e la morte. Questo è bello !
E' ora di schierarsi e di combattere !
Scegiere tra la Vita e la morte.
La nostra Civiltà sta andando sempre più velocemente e sempre più fortemente verso una drammatica spaccatura etica, politica, culturale e spirituale.
Da una parte chi vuole trasformare e Rivoluzionare il mondo secondo un Ordine Artificiale - dall'altra chi vuole Riportare il mondo ad un Ordine Naturale Fondamentale, cioè metafisico, morale e antropologico.
Questa "guerra" in atto che si profila sul filo della Tragedia della nostra Civiltà sarà la battaglia più drammatica che la nostra Civiltà ha vissuto fino ad ora.
La battaglia potrà assumere forme Apocalittiche e suicide tali da distruggere millenni di storia.
E' ora che gli innamorati della VITA reagiscano all'autodistruzione nichilistica che - per ora - domina in tutta la società occidentale e che è riuscita ad infettare le altre Civiltà mondiali.
Il fenomeno è quindi planetario.
O con la cultura della VITA, o con la cultura della MORTE.
La nostra Civiltà sta andando sempre più velocemente e sempre più fortemente verso una drammatica spaccatura etica, politica, culturale e spirituale.
Da una parte chi vuole trasformare e Rivoluzionare il mondo secondo un Ordine Artificiale - dall'altra chi vuole Riportare il mondo ad un Ordine Naturale Fondamentale, cioè metafisico, morale e antropologico.
Questa "guerra" in atto che si profila sul filo della Tragedia della nostra Civiltà sarà la battaglia più drammatica che la nostra Civiltà ha vissuto fino ad ora.
La battaglia potrà assumere forme Apocalittiche e suicide tali da distruggere millenni di storia.
E' ora che gli innamorati della VITA reagiscano all'autodistruzione nichilistica che - per ora - domina in tutta la società occidentale e che è riuscita ad infettare le altre Civiltà mondiali.
Il fenomeno è quindi planetario.
O con la cultura della VITA, o con la cultura della MORTE.
LE QUATTRO COLONNE.
Solo una parola di precisazione che, a mio avviso, è la chiave di volta e la cartina di tornasole della "questione antropologica", come si usa dire oggi per significare la devastazione delle anime.
Ebbene il punto su cui tutto tiene o tutto cade è questo:
IL MELOGRANO,
ovvero: "l'indissolubilità del matrimonio ".
Non è una questione né politica, né morale, né religiosa, né psicologica.
Questo Fondamento è Unito a 3 altri Principi Fondanti : Paternità, Nascita, Autorità.
Li metto in fila per Ordine di importanza Ontologica e per ordine di cronologia storico-politica:
1 Paternità 2 Indissolubilità 3 Nascita 4 Autorità.
Togline uno e crolla il mondo: come di fatto sta accadendo, se non fosse per la Grazia che tutto regge e rinnova.
Naturalmente Fondamento di tutto è l’Essere stesso, fonte di vita, amore, libertà.
Oggi, però, è il Melograno il punto cardine di ogni cosa: se la Grazia fa rinascere il Melograno tutto rifiorisce, viceversa tutto decade e si deprime fino al nichilismo e all’inedia di ogni passione di vita.
Solo una parola di precisazione che, a mio avviso, è la chiave di volta e la cartina di tornasole della "questione antropologica", come si usa dire oggi per significare la devastazione delle anime.
Ebbene il punto su cui tutto tiene o tutto cade è questo:
IL MELOGRANO,
ovvero: "l'indissolubilità del matrimonio ".
Non è una questione né politica, né morale, né religiosa, né psicologica.
Questo Fondamento è Unito a 3 altri Principi Fondanti : Paternità, Nascita, Autorità.
Li metto in fila per Ordine di importanza Ontologica e per ordine di cronologia storico-politica:
1 Paternità 2 Indissolubilità 3 Nascita 4 Autorità.
Togline uno e crolla il mondo: come di fatto sta accadendo, se non fosse per la Grazia che tutto regge e rinnova.
Naturalmente Fondamento di tutto è l’Essere stesso, fonte di vita, amore, libertà.
Oggi, però, è il Melograno il punto cardine di ogni cosa: se la Grazia fa rinascere il Melograno tutto rifiorisce, viceversa tutto decade e si deprime fino al nichilismo e all’inedia di ogni passione di vita.
Immacolata Concezione :
ecco la forza che Dio ha dato al'umanità per sconfiggere l'Ideologia dell'autosufficienza umana !
ecco la forza che Dio ha dato al'umanità per sconfiggere l'Ideologia dell'autosufficienza umana !
RIFLESSIONE DEL MOVIMENTO PER LA VOGLIA DI VIVERE
Nel rapporto World Population Ageing del 2009, l'ONU dichiara che il processo d'invecchiamento della popolazione occidentale è "SENZA PRECEDENTI NELLA STORIA DELL'UMANITA'".
Nei paesi economicamente più sviluppati, gli ultrasessantenni, che oggi costituiscono il 64% della popolazione, nel 2050 saranno l'80%.
Nel 1985 il Beato Giovanni Paolo II aveva già lanciato l'allarme: "La popolazione europea, che nel 1960 rappresentava il 25% della popolazione mondiale, se dovesse continuare l'attuale tendenza demografica, scenderebbe, alla metà del prossimo secolo, al livello del 5%."
Faceva eco un documento del Consiglio d'Europa che nel 1986 annunciava un "invecchiamento dei popoli, produttivo di gravi squilibri".
Gli allarmi non ebbero seguito immediato perchè un sistema di potere aveva stabilito, a supporto della cultura contraccettiva e abortista, che la teoria della sovrappopolazione del pianeta continuasse a restare dottrina ufficiale.
Così fu fino al 1997, quando la stessa ONU ammise che la PAVENTATA CRESCITA INCONTROLLATA della popolazione mondiale non aveva avuto luogo.
L'anno successivo il rapporto ONU denunciava ufficialmente l'invecchiamento della popolazione mondiale e, nel 2000, l'ONU annunciò infine che il calo della popolazione giovanile stava ipotecando la vita dell'intero pianeta.
Nel 2003 il SUNDAY TIMES del 2 febbraio così commentava il rapporto ONU di quell'anno sulla popolazione: "le previsioni fatte per decenni da AMBIENTALISTI E DEMOGRAFI IN MERITO ALLA COSIDDETTA "BOMBA DEMOGRAFICA" VENGONO COMPLETAMENTE SMENTITE DA QUESTO RAPPORTO DELLE NAZIONI UNITE."
Nel rapporto World Population Ageing del 2009, l'ONU dichiara che il processo d'invecchiamento della popolazione occidentale è "SENZA PRECEDENTI NELLA STORIA DELL'UMANITA'".
Nei paesi economicamente più sviluppati, gli ultrasessantenni, che oggi costituiscono il 64% della popolazione, nel 2050 saranno l'80%.
Nel 1985 il Beato Giovanni Paolo II aveva già lanciato l'allarme: "La popolazione europea, che nel 1960 rappresentava il 25% della popolazione mondiale, se dovesse continuare l'attuale tendenza demografica, scenderebbe, alla metà del prossimo secolo, al livello del 5%."
Faceva eco un documento del Consiglio d'Europa che nel 1986 annunciava un "invecchiamento dei popoli, produttivo di gravi squilibri".
Gli allarmi non ebbero seguito immediato perchè un sistema di potere aveva stabilito, a supporto della cultura contraccettiva e abortista, che la teoria della sovrappopolazione del pianeta continuasse a restare dottrina ufficiale.
Così fu fino al 1997, quando la stessa ONU ammise che la PAVENTATA CRESCITA INCONTROLLATA della popolazione mondiale non aveva avuto luogo.
L'anno successivo il rapporto ONU denunciava ufficialmente l'invecchiamento della popolazione mondiale e, nel 2000, l'ONU annunciò infine che il calo della popolazione giovanile stava ipotecando la vita dell'intero pianeta.
Nel 2003 il SUNDAY TIMES del 2 febbraio così commentava il rapporto ONU di quell'anno sulla popolazione: "le previsioni fatte per decenni da AMBIENTALISTI E DEMOGRAFI IN MERITO ALLA COSIDDETTA "BOMBA DEMOGRAFICA" VENGONO COMPLETAMENTE SMENTITE DA QUESTO RAPPORTO DELLE NAZIONI UNITE."
Le vittime di tutte le shoah e la Shoah
Ricordare la Shoah non significa dimenticare tutte le altre Stragi passate o presenti della storia umana - è solo ricordarne una che richiama le altre, e ogni giorno ha una sua fisionomia - Non mettiamo le Vittime di serie A o di serie B - e neppure abbandoniamo le vittime perché i loro padri o i loro figli sono colpevoli di qualcosa o hanno fatto a loro volta delle stragi. - Bisogna stare sempre dalla parte delle VITTIME, chiunque sia la Vittima !
Ricordare la Shoah non significa dimenticare tutte le altre Stragi passate o presenti della storia umana - è solo ricordarne una che richiama le altre, e ogni giorno ha una sua fisionomia - Non mettiamo le Vittime di serie A o di serie B - e neppure abbandoniamo le vittime perché i loro padri o i loro figli sono colpevoli di qualcosa o hanno fatto a loro volta delle stragi. - Bisogna stare sempre dalla parte delle VITTIME, chiunque sia la Vittima !
Il XX secolo , il secolo dei Martiri !
Questo è il secolo che ha versato più Sangue di Innocenti nella storia del mondo !
“La storia del mondo è la lotta tra due tipi di amore. L'amore di sé portato sino alla distruzione del mondo; e l'amore per il prossimo, portato sino alla rinuncia di sé.” S. Agostino
Alcuni storici non hanno esitato a definire il XX secolo come il più sanguinario della storia, altri come il secolo dei massacri, esiste anche un noto vaticino della beata Caterina Emmerick, morta nel 1827, secondo la quale sessant'anni prima del 2000 satana si sarebbe scatenato sulla terra. Senz'altro più di ogni altra cosa il novecento è il grande secolo dei martiri. Solo nell'arco di questi ultimi 100 anni, si è giunti a superare la quantità di martiri di 1000 anni di civiltà. Lo storico francese Jean Madiran propone una stima intorno ai 10 milioni di cristiani vittime del secolo in aperta rivolta contro Dio; purtroppo la gran parte di esse sono destinate a rimanere sconosciute nella memoria degli uomini. "Si ha l'impressione che il mondo abbia scelto a suo condottiero Satana il cui intento è quello di affogare tutti gli uomini in un mare di sangue."
Questo è il secolo che ha versato più Sangue di Innocenti nella storia del mondo !
“La storia del mondo è la lotta tra due tipi di amore. L'amore di sé portato sino alla distruzione del mondo; e l'amore per il prossimo, portato sino alla rinuncia di sé.” S. Agostino
Alcuni storici non hanno esitato a definire il XX secolo come il più sanguinario della storia, altri come il secolo dei massacri, esiste anche un noto vaticino della beata Caterina Emmerick, morta nel 1827, secondo la quale sessant'anni prima del 2000 satana si sarebbe scatenato sulla terra. Senz'altro più di ogni altra cosa il novecento è il grande secolo dei martiri. Solo nell'arco di questi ultimi 100 anni, si è giunti a superare la quantità di martiri di 1000 anni di civiltà. Lo storico francese Jean Madiran propone una stima intorno ai 10 milioni di cristiani vittime del secolo in aperta rivolta contro Dio; purtroppo la gran parte di esse sono destinate a rimanere sconosciute nella memoria degli uomini. "Si ha l'impressione che il mondo abbia scelto a suo condottiero Satana il cui intento è quello di affogare tutti gli uomini in un mare di sangue."
l'Italia deve Rinascere !
Basta un manipolo di cuori innamorati della Terra dei padri, un aiuto da parte di Dio, un giusto ragionamento, un'energica e giovane azione !
E l'Italia può rinascere da questo fango grigio e senile che la ricopre da quasi 200 anni ogni giorno di più, ma che negli ultimi decenni è diventato sterco putrido.
Italia ritorna alla tua anima ! Riprendi in mano il tuo Destino !
Basta un manipolo di cuori innamorati della Terra dei padri, un aiuto da parte di Dio, un giusto ragionamento, un'energica e giovane azione !
E l'Italia può rinascere da questo fango grigio e senile che la ricopre da quasi 200 anni ogni giorno di più, ma che negli ultimi decenni è diventato sterco putrido.
Italia ritorna alla tua anima ! Riprendi in mano il tuo Destino !
Pietro, i Santi, e i Puri.
I grandi Santi sono stati tutti fedeli a Pietro, i grandi Eretici tutti ribelli. I Santi erano umili. I ribelli si autoproclamavano Puri. I Santi sono deboli e umani. I Puri sentimentali nel pavoneggiare la propria perfezione. I grandi Santi spesso hanno criticato Pietro e hanno messo in pratica il Vangelo della Carità. I grandi Eretici erano spietati con i difetti dei Papi ma poi non mettevano in pratica il Vangelo della Carità, ma sostituivano l'amore con l'orgoglio, con il romanticismo, il misticismo, il millenarismo, l'apocalittica dei salotti, la povertà delle belle case, il biblicismo ottuso, lo spiritualismo romantico e autospecchiato.
I Puri chiamano Amore il loro sentimentalismo da anime belle. E si guardano bene dal servire gli uomini così come sono, con i loro difetti. Loro sono i Puri, gli altri sono la feccia da condannare. Questa è la loro Carità. Al posto di Abramo, anziché implorare Dio di non distruggere Sodoma, avrebbero preteso la distruzione di tutto quel mondo che non erano loro.
Loro, infatti, sono i Puri !
I grandi Santi sono stati tutti fedeli a Pietro, i grandi Eretici tutti ribelli. I Santi erano umili. I ribelli si autoproclamavano Puri. I Santi sono deboli e umani. I Puri sentimentali nel pavoneggiare la propria perfezione. I grandi Santi spesso hanno criticato Pietro e hanno messo in pratica il Vangelo della Carità. I grandi Eretici erano spietati con i difetti dei Papi ma poi non mettevano in pratica il Vangelo della Carità, ma sostituivano l'amore con l'orgoglio, con il romanticismo, il misticismo, il millenarismo, l'apocalittica dei salotti, la povertà delle belle case, il biblicismo ottuso, lo spiritualismo romantico e autospecchiato.
I Puri chiamano Amore il loro sentimentalismo da anime belle. E si guardano bene dal servire gli uomini così come sono, con i loro difetti. Loro sono i Puri, gli altri sono la feccia da condannare. Questa è la loro Carità. Al posto di Abramo, anziché implorare Dio di non distruggere Sodoma, avrebbero preteso la distruzione di tutto quel mondo che non erano loro.
Loro, infatti, sono i Puri !
cattolico con simpatie cattoliche.
Ci sono personaggi storici criticati o discutibili ?
Ma la mia è solo una simpatia spirituale e non significa sottoscrivere tutto o dare un giudizio storico, non sono di nessuna organizzazione, e ho stima spirituale per molte persone cattoliche, di altre confessioni, religioni e anche di persone atee. Io ho passato la mia vita studiando filosofi atei e sono stato ateo tanti anni. Stimo anche nemici ideologici o pensatori e artisti di ideologie addirittura totalitarie. La stima e la simpatia non sono una fede, una adesione, un giudizio complessivo. Non conosco così bene questo Fondatore dell'Opus per esprimermi su tutto. Ma mi pare una persona stimabile Poi so di discutibili cose fatte da alcune persone della sua Opera. Ma questo non è colpa sua. Poi anche errori eventuali di una persona non tolgono il suo valore. Heidegger è stato nazista ma è un grande pensatore. Sarte è stato comunista ma è un grande pensatore. Tanti sono gli esempi. Io seguo questa filosofia: vedo il bene e godo di quello, vedo il male e lo condanno. In tante persone bene e male sono mescolate. Infine: io non faccio propaganda: non vendo aspirapolveri, non sono pagato, non sono fanatico, sono solo cattolico. Se mi portano prove e documenti che dimostrano la colpevolezza di una persona ne prendo atto: ma i sentito dire e le accuse fatte da gente non esemplare mi lasciano dubbioso. Come dovrebbe essere un cattolico ? Da quando mi sono convertito ho scoperto che ero vissuto in una cultura dominante anticattolica: so tutte le nefandezze che vengono attribuite alla chiesa. Posso dire di fronte a Dio e alla mia coscienza che il 70 % delle accuse fatte alla chiesa sono false e che un altro 20 % sono esagerate o poste fuori contesto storico. Inoltre chi critica la chiesa spesso si comporta peggio. Quindi umiltà per tutti a cominciare da me stesso.
Ci sono personaggi storici criticati o discutibili ?
Ma la mia è solo una simpatia spirituale e non significa sottoscrivere tutto o dare un giudizio storico, non sono di nessuna organizzazione, e ho stima spirituale per molte persone cattoliche, di altre confessioni, religioni e anche di persone atee. Io ho passato la mia vita studiando filosofi atei e sono stato ateo tanti anni. Stimo anche nemici ideologici o pensatori e artisti di ideologie addirittura totalitarie. La stima e la simpatia non sono una fede, una adesione, un giudizio complessivo. Non conosco così bene questo Fondatore dell'Opus per esprimermi su tutto. Ma mi pare una persona stimabile Poi so di discutibili cose fatte da alcune persone della sua Opera. Ma questo non è colpa sua. Poi anche errori eventuali di una persona non tolgono il suo valore. Heidegger è stato nazista ma è un grande pensatore. Sarte è stato comunista ma è un grande pensatore. Tanti sono gli esempi. Io seguo questa filosofia: vedo il bene e godo di quello, vedo il male e lo condanno. In tante persone bene e male sono mescolate. Infine: io non faccio propaganda: non vendo aspirapolveri, non sono pagato, non sono fanatico, sono solo cattolico. Se mi portano prove e documenti che dimostrano la colpevolezza di una persona ne prendo atto: ma i sentito dire e le accuse fatte da gente non esemplare mi lasciano dubbioso. Come dovrebbe essere un cattolico ? Da quando mi sono convertito ho scoperto che ero vissuto in una cultura dominante anticattolica: so tutte le nefandezze che vengono attribuite alla chiesa. Posso dire di fronte a Dio e alla mia coscienza che il 70 % delle accuse fatte alla chiesa sono false e che un altro 20 % sono esagerate o poste fuori contesto storico. Inoltre chi critica la chiesa spesso si comporta peggio. Quindi umiltà per tutti a cominciare da me stesso.
INFALLIBILITÀ PONTIFICIA: è quel dogma «che insegna come divinamente rivelato che il Romano Pontefice, quando parla «ex cathedra», ossia quando in qualità di pastore e dottore di tutti i cristiani, in virtù della sua suprema apostolica autorità, definisce che una dottrina riguardante la fede ed i costumi deve ritenersi vera dalla Chiesa universale, per l'assistenza divina a lui promessa nel beato Pietro, gode di quella infallibilità di cui il divin Redentore ha voluto dotare la sua Chiesa... perciò le definizioni dello stesso Romano Pontefice di per sé («ex sese»), non per il consenso della Chiesa, sono irreformabili» (DB, 1839).
La Chiesa e i Puri.
La Chiesa ha le sue responsabilità ?
Certo, chi lo nega. Sono gli altri che negano le loro. Che nella chiesa ci siano problemi è cosa evidente, e sono abbastanza d'accordo con te sui "fatti storici" , è bene per tutti informarsi attentamente. l'unica cosa che critico sono quelle posizioni estremistiche che considerano 2quelli di un'altra" Comunità addirittura appartenenti all'anticristo - come fanno alcune comunità pentecostali con la chiesa cattolica. Io dico: la verità di Dio c'è, non può non esserci nella concretezza di una Parola di Dio autentica e nella realtà storica della chiesa di Cristo. ora: è possibile che qualcuno sbagli di più o di meno, sia in teoria che in pratica. Ma quando sento dire che la Chiesa cattolica è addirittura opera dell'anticristo, come si fa a parlare di fraternità, di umiltà, di cristianesimo ? Io credo che la Chiesa cattolica sia la chiesa del signore Gesù, ma non nego "semi" di verità nelle altre Comunità cristiane. Non sono certo chiese dell'anticristo né gli evangelici, né gli ortodossi, né i pentecostali di diverse tendenze. E allora: perché certi evangelici, apocalittici, pentecostali, definiscono la chiesa cattolica opera dell'anticristo ? Questa diversità di giudizio reciproco dovrebbe far capire dove opera con più forza lo spirito della divisione e dell'accusa. Dove c'è più accusa "spietata" e con "documentazione storica"insufficiente, risibile, parziale, unilaterale, a volte preconcetta, lì è all'opera l'accusatore. E questo ogni discepolo di Gesù lo sa. E se lo sa com'è che è così facile definire "gli altri" appartenenti addirittura al nemico ? In quanto a quel sito, ognuno si prenda la responsabilità di quello che afferma. Io ho visto da vicino molti ambienti umani: l'ambiente cattolico, se ha un difetto sicuro, è proprio la mancanza di forti e appassionate convinzioni, al punto da tollerare fin troppo posizioni discutibili. Nella Chiesa non siamo più al potere temporale e alle guerre di religione Luterani-Anglicani-Cattolici-Ortodossi. Invece c'è gente che crede di essere indietro di 400 anni. Per tutti valer la regola del "pensiero" corretto, del giudizio vero, dell'autocritica. Non mi pare che molti cosiddetti cristiani usino questi accorgimenti di buon senso nel giudicare la chiesa. E' un'esperienza che faccio quotidianamente a scuola. La chiesa è responsabile di tutti i mali storici della nostra società e della storia d'Italia. Domina una totale ignoranza storica e una preconcetta ideologia anticattolica. Ma su questo nessuno dice niente. Va bene pure il Linciaggio Morale. Colpevole o innocente non importa. Conta solo trovare il Capro Espiatorio. Che dal' Luteranesimo in poi e ancor più dall'Illuminismo ateo in poi, non è altri che la Chiesa cattolica. Guarda un po' che coincidenza... E' un paradosso che voi Pentecostali protestanti prendiate spunto da un Sito cattolico iperTradizionalista. In quel sito la cosa più negativa sono proprio i pentecostali e per voi la cosa più negativa sono proprio i Cattolici integralisti. Che paradosso: siete d'accordo però nell'attaccare la reale chiesa cattolica, in nome di un Cristianesimo - tra voi diametralmente opposto - ma accomunato dalla comune "accusa totale" senza SE e senza MA. E' proprio questa durezza senza analisi storiche adeguate a far sospettare che quel che interessa sia difendere un punto di vista preconcetto e storicamente infondato. Sono buoni tutti a dire: "io seguo solo Josua" ! Perché i cattolici chi seguono, Paperino ? Voi presumete e giudicate. Un cattolico invece deve soppesare, valutare, conoscere, stimare e non fare di tutta l'erba un fascio. Invece cattolici iper-tradizionalisti e Carismatici in linea diretta con Dio, sanno tutto loro. Io vedo che i grandi Cristiani della storia non erano così. San Francesco, santa Caterina e mille altri Santi erano coerenti col Vangelo, quando ci voleva criticavano capi e papi, ma riconoscevano la Chiesa di Cristo nella chiesa cattolica. E loro forse parlavano con Dio un pochino meglio di tutti questi accusatori apocalittici. Il ragionamento lo devono usare tutti e nascondersi dietro la fede può voler dire non ragionare o giudicare gli altri con una durezza antievangelica. La durezza va fatta con se stessi. Io mi devo preoccupare di seguire il Signore. Non sempre puntare il dito sugli altri.
La Chiesa ha le sue responsabilità ?
Certo, chi lo nega. Sono gli altri che negano le loro. Che nella chiesa ci siano problemi è cosa evidente, e sono abbastanza d'accordo con te sui "fatti storici" , è bene per tutti informarsi attentamente. l'unica cosa che critico sono quelle posizioni estremistiche che considerano 2quelli di un'altra" Comunità addirittura appartenenti all'anticristo - come fanno alcune comunità pentecostali con la chiesa cattolica. Io dico: la verità di Dio c'è, non può non esserci nella concretezza di una Parola di Dio autentica e nella realtà storica della chiesa di Cristo. ora: è possibile che qualcuno sbagli di più o di meno, sia in teoria che in pratica. Ma quando sento dire che la Chiesa cattolica è addirittura opera dell'anticristo, come si fa a parlare di fraternità, di umiltà, di cristianesimo ? Io credo che la Chiesa cattolica sia la chiesa del signore Gesù, ma non nego "semi" di verità nelle altre Comunità cristiane. Non sono certo chiese dell'anticristo né gli evangelici, né gli ortodossi, né i pentecostali di diverse tendenze. E allora: perché certi evangelici, apocalittici, pentecostali, definiscono la chiesa cattolica opera dell'anticristo ? Questa diversità di giudizio reciproco dovrebbe far capire dove opera con più forza lo spirito della divisione e dell'accusa. Dove c'è più accusa "spietata" e con "documentazione storica"insufficiente, risibile, parziale, unilaterale, a volte preconcetta, lì è all'opera l'accusatore. E questo ogni discepolo di Gesù lo sa. E se lo sa com'è che è così facile definire "gli altri" appartenenti addirittura al nemico ? In quanto a quel sito, ognuno si prenda la responsabilità di quello che afferma. Io ho visto da vicino molti ambienti umani: l'ambiente cattolico, se ha un difetto sicuro, è proprio la mancanza di forti e appassionate convinzioni, al punto da tollerare fin troppo posizioni discutibili. Nella Chiesa non siamo più al potere temporale e alle guerre di religione Luterani-Anglicani-Cattolici-Ortodossi. Invece c'è gente che crede di essere indietro di 400 anni. Per tutti valer la regola del "pensiero" corretto, del giudizio vero, dell'autocritica. Non mi pare che molti cosiddetti cristiani usino questi accorgimenti di buon senso nel giudicare la chiesa. E' un'esperienza che faccio quotidianamente a scuola. La chiesa è responsabile di tutti i mali storici della nostra società e della storia d'Italia. Domina una totale ignoranza storica e una preconcetta ideologia anticattolica. Ma su questo nessuno dice niente. Va bene pure il Linciaggio Morale. Colpevole o innocente non importa. Conta solo trovare il Capro Espiatorio. Che dal' Luteranesimo in poi e ancor più dall'Illuminismo ateo in poi, non è altri che la Chiesa cattolica. Guarda un po' che coincidenza... E' un paradosso che voi Pentecostali protestanti prendiate spunto da un Sito cattolico iperTradizionalista. In quel sito la cosa più negativa sono proprio i pentecostali e per voi la cosa più negativa sono proprio i Cattolici integralisti. Che paradosso: siete d'accordo però nell'attaccare la reale chiesa cattolica, in nome di un Cristianesimo - tra voi diametralmente opposto - ma accomunato dalla comune "accusa totale" senza SE e senza MA. E' proprio questa durezza senza analisi storiche adeguate a far sospettare che quel che interessa sia difendere un punto di vista preconcetto e storicamente infondato. Sono buoni tutti a dire: "io seguo solo Josua" ! Perché i cattolici chi seguono, Paperino ? Voi presumete e giudicate. Un cattolico invece deve soppesare, valutare, conoscere, stimare e non fare di tutta l'erba un fascio. Invece cattolici iper-tradizionalisti e Carismatici in linea diretta con Dio, sanno tutto loro. Io vedo che i grandi Cristiani della storia non erano così. San Francesco, santa Caterina e mille altri Santi erano coerenti col Vangelo, quando ci voleva criticavano capi e papi, ma riconoscevano la Chiesa di Cristo nella chiesa cattolica. E loro forse parlavano con Dio un pochino meglio di tutti questi accusatori apocalittici. Il ragionamento lo devono usare tutti e nascondersi dietro la fede può voler dire non ragionare o giudicare gli altri con una durezza antievangelica. La durezza va fatta con se stessi. Io mi devo preoccupare di seguire il Signore. Non sempre puntare il dito sugli altri.
Pietro ...
il Primo degli Apostoli è un uomo debole come noi ... meglio non mettersi a giudicare gli altri con troppa durezza, perchè il Signore dice che noi saremo giudicati "con lo stesso criterio" con cui giudichiamo gli altri. Ora, se il principe degli Apostoli se l'è fatta sotto, noi, che siamo meno forti e santi di Pietro, è meglio che stiamo zitti ... prima di fare brutte figure nello stile di Davide con Natan (chi è quell'uomo perché lo giudichi severamente ? Risposta : "sei tu quell'uomo "). .
il Primo degli Apostoli è un uomo debole come noi ... meglio non mettersi a giudicare gli altri con troppa durezza, perchè il Signore dice che noi saremo giudicati "con lo stesso criterio" con cui giudichiamo gli altri. Ora, se il principe degli Apostoli se l'è fatta sotto, noi, che siamo meno forti e santi di Pietro, è meglio che stiamo zitti ... prima di fare brutte figure nello stile di Davide con Natan (chi è quell'uomo perché lo giudichi severamente ? Risposta : "sei tu quell'uomo "). .
linciaggi morali...
Ora : la volontà di "Linciaggio" - dovunque avvenga, chiunque la porti avanti, per qualsiasi motivo venga fatta - è sempre opera diabolica e ha sempre un solo padre, il padre della menzogna, il re della calunnia, colui che è omicida fin dal principio ... "omicida a fin di bene e per amore della giustizia", si intende... e infatti ! “chi è senza peccato scagli la prima pietra", ovvero i più "accaniti giustizieri" sono quelli che uccidono Abele...
Ora : la volontà di "Linciaggio" - dovunque avvenga, chiunque la porti avanti, per qualsiasi motivo venga fatta - è sempre opera diabolica e ha sempre un solo padre, il padre della menzogna, il re della calunnia, colui che è omicida fin dal principio ... "omicida a fin di bene e per amore della giustizia", si intende... e infatti ! “chi è senza peccato scagli la prima pietra", ovvero i più "accaniti giustizieri" sono quelli che uccidono Abele...
e debolezze "degli altri"...
il Primo degli Apostoli è un uomo debole come noi ... meglio non mettersi a giudicare gli altri con troppa durezza, perchè il Signore dice che noi saremo giudicati "con lo stesso criterio" con cui giudichiamo gli altri. Ora, se il principe degli Apostoli se l'è fatta sotto, noi, che siamo meno forti e santi di Pietro, è meglio che stiamo zitti ... prima di fare brutte figure nello stile di Davide con Natan (chi è quell'uomo perché lo giudichi severamente ? Risposta : "sei tu quell'uomo "). ...
il Primo degli Apostoli è un uomo debole come noi ... meglio non mettersi a giudicare gli altri con troppa durezza, perchè il Signore dice che noi saremo giudicati "con lo stesso criterio" con cui giudichiamo gli altri. Ora, se il principe degli Apostoli se l'è fatta sotto, noi, che siamo meno forti e santi di Pietro, è meglio che stiamo zitti ... prima di fare brutte figure nello stile di Davide con Natan (chi è quell'uomo perché lo giudichi severamente ? Risposta : "sei tu quell'uomo "). ...
Chi accusa la Chiesa cattolica di essere l'Anticristo - a causa di peccati veri o presunti, o inventati, di alcuni suoi membri - dovrebbe farsi un bell'esame di coscienza, prima di trovarsi dalla parte di coloro che condannano Gesù come il capo dei cattivi - solo perché ha la forza di combatterli - i cattivi.
I più grandi Santi si sono sottomessi alla legittima autorità data da Dio, mentre i super-Romantici s'inventano una realtà su misura- per poter giudicare gli altri, illudendosi di essere migliori, mentre hanno solo perso il senso dell'umiltà e della semplice fraternità... dicono di parlare chiaro e sincero, mentre sono duri con gli altri e indulgenti con se stessi, vedono la pagliuzza ma non vedono la trave: per capire chi sbaglia basta applicare la REGOLA SEMPLICE: “quello che condanna gli altri e non fa cenno alle proprie debolezze” e ai propri errori, questi, è colui che segue lo spirito dell'accusa e della condanna ... e sappiamo tutti chi è il maestro occulto del giudizio dei fratelli davanti a Dio e ai fratelli ... Cristo invece parla mentre porta la Croce e viene Lui accusato dagli Apocalittici, dai Puri, dai Moralisti ... che vivono nelle comodità e hanno posti di potere da cui giudicare altri posti di potere che spesso invidiano ... Caino bussa continuamente al nostro cuore...
Rivoluzione e Restaurazione.
C’è una parola più potente di RIVOLUZIONE ed è RESTAURAZIONE, ovvero Riportare LE COSE ALLA LORO ORIGINE, se necessario attraverso una Rivoluzione. Ma la parola Rivoluzione, usata da sola, staccata da una Verità tradita da Restaurare, rischia di giustificare il cambiamento di tutte le cose "contro" l'ordine del creato, come già avviene da tre secoli a questa parte. Rivoluzione, da sola: è opera distruttiva e gnostica, cioè illusoria e utopistica, sicuramente antiteistica e anticristiana. Cristo è venuto per Riportare e Restaurare tutte le cose, e per far ciò ha fatto una rivoluzione contro la Rivoluzione del peccato e della superbia umana e diabolica
C’è una parola più potente di RIVOLUZIONE ed è RESTAURAZIONE, ovvero Riportare LE COSE ALLA LORO ORIGINE, se necessario attraverso una Rivoluzione. Ma la parola Rivoluzione, usata da sola, staccata da una Verità tradita da Restaurare, rischia di giustificare il cambiamento di tutte le cose "contro" l'ordine del creato, come già avviene da tre secoli a questa parte. Rivoluzione, da sola: è opera distruttiva e gnostica, cioè illusoria e utopistica, sicuramente antiteistica e anticristiana. Cristo è venuto per Riportare e Restaurare tutte le cose, e per far ciò ha fatto una rivoluzione contro la Rivoluzione del peccato e della superbia umana e diabolica
E' assurda la posizione cattolica ? Per me no.
La differenza tra un cattolico e un cristiano anti-cattolico.
Due rischi:" l'assurdo mio" e la "separazione dalla realtà tua".
Per me conta - più che il parlare schietto, che è una virtù secondaria - il parlare verace. Se io sono in contraddizione non mi pare, ma il fatto è che non ho capito bene la tua posizione, quindi per ora non mi permetto di definirla ASSURDA. Se parli con Parresia a me fa solo piacere, tuttavia la Parresia è efficace se unità alla Verità. E la verità di fede non può essere confusa né con la politica (come spesso ha fatto la chiesa) né con interpretazioni storiche “impressionistiche e a soggetto (come fate voi). La Storia si fa seriamente, non con uno stile apparentemente Apocalittico. E’ un modo approssimativo e sempliciotto di fare storia. Per esprimere giudizi così duri e definitori sulla chiesa bisogna prima dimostrare in sede storica la propria documentazione, con libri di alto livello scientifico, e non con Video arrangiati da commenti fondamentalisti e unilaterali. Mi sembrano i giudizi storici di Lotta Continua quando ne facevo parte a 18 anni. Tutto bianco o nero: i buoni di qua e i cattivi di là. Mi meraviglio che una professionista del giornalismo e della comunicazione, una persona di fede e di preparazione culturale, una persona coerente e che ha molto sofferto per le sue idee, poi – per martellare sulla chiesa – si accontenti di tesi superate, unilaterali, millenaristiche e romantiche per non dire di sapore manicheo e gnostico. Mi pare non siate discepoli di Gesù laddove dice di dare a Cesare e di dare a Dio ciò che ad ognuno di loro spetta. E non credo proprio che Gesù fosse amico dei Potenti e degli Anticristi. In ogni caso mi sembra d'aver capito che per te è assurda la mia posizione perché - contemporaneamente - riconosco una grave crisi nella chiesa e di contro la chiesa cattolica quale autentica chiesa del Signore (il che non esclude assolutamente che singoli e comunità cristiane siano ispirate dallo Spirito. O forse trovi assurdo dire - contemporaneamente - che nella chiesa vi sono gravi peccati e che in quella stessa chiesa c'è l'autentica Parola del Signore. Se è così, allora, non è assurdo quello che dico. Se invece tu pensi che la Chiesa Cattolica sia la Sede dell'Anticristo "in quanto tale", allora, la cosa non è assurda perché io sono convinto del contrario, essere, cioè, la Chiesa, la vera chiesa di Cristo, minacciata SI dall'Anticristo, sia fuori che dentro, ma sicuramente "nel fondo" cosa buona. Ora: il concetto di assurdo riguarda una affermazione che si volge in negazione "sotto il medesimo aspetto, nel medesimo riguardo, e nello stesso tempo" (come dice Aristotele). Ma io non dico questo ! Io dico che la vera Chiesa è malata, in pericolo, minacciata, che molti cattolici e anche Capi hanno fatto errori clamorosi, ma che Dio è presente – lì - con tutta la sua Vita. Ripeto: Dio è presente col suo Spirito dove vuole e non deve chiedere il permesso a nessuna chiesa. Ora tocca a te dimostrarmi l'assurdità, ma devi anche essere più esplicita sulla dottrina che professi, perché non ho capito benissimo quale è la tua comunità. Inoltre io qui non vorrei fare la TRIBUNA TEOLOGICA ma dialogare in amicizia con una persona - che sei tu, - anche di cose religiose e politiche, ma partendo da una ESPERIENZA personale, che costituisce la base di una amicizia, seppur online. Io ho detto molto della mia esperienza. mi aspetto tu faccia, in tutta libertà e spontaneità, la medesima cosa secondo la tua sensibilità.
La differenza tra un cattolico e un cristiano anti-cattolico.
Due rischi:" l'assurdo mio" e la "separazione dalla realtà tua".
Per me conta - più che il parlare schietto, che è una virtù secondaria - il parlare verace. Se io sono in contraddizione non mi pare, ma il fatto è che non ho capito bene la tua posizione, quindi per ora non mi permetto di definirla ASSURDA. Se parli con Parresia a me fa solo piacere, tuttavia la Parresia è efficace se unità alla Verità. E la verità di fede non può essere confusa né con la politica (come spesso ha fatto la chiesa) né con interpretazioni storiche “impressionistiche e a soggetto (come fate voi). La Storia si fa seriamente, non con uno stile apparentemente Apocalittico. E’ un modo approssimativo e sempliciotto di fare storia. Per esprimere giudizi così duri e definitori sulla chiesa bisogna prima dimostrare in sede storica la propria documentazione, con libri di alto livello scientifico, e non con Video arrangiati da commenti fondamentalisti e unilaterali. Mi sembrano i giudizi storici di Lotta Continua quando ne facevo parte a 18 anni. Tutto bianco o nero: i buoni di qua e i cattivi di là. Mi meraviglio che una professionista del giornalismo e della comunicazione, una persona di fede e di preparazione culturale, una persona coerente e che ha molto sofferto per le sue idee, poi – per martellare sulla chiesa – si accontenti di tesi superate, unilaterali, millenaristiche e romantiche per non dire di sapore manicheo e gnostico. Mi pare non siate discepoli di Gesù laddove dice di dare a Cesare e di dare a Dio ciò che ad ognuno di loro spetta. E non credo proprio che Gesù fosse amico dei Potenti e degli Anticristi. In ogni caso mi sembra d'aver capito che per te è assurda la mia posizione perché - contemporaneamente - riconosco una grave crisi nella chiesa e di contro la chiesa cattolica quale autentica chiesa del Signore (il che non esclude assolutamente che singoli e comunità cristiane siano ispirate dallo Spirito. O forse trovi assurdo dire - contemporaneamente - che nella chiesa vi sono gravi peccati e che in quella stessa chiesa c'è l'autentica Parola del Signore. Se è così, allora, non è assurdo quello che dico. Se invece tu pensi che la Chiesa Cattolica sia la Sede dell'Anticristo "in quanto tale", allora, la cosa non è assurda perché io sono convinto del contrario, essere, cioè, la Chiesa, la vera chiesa di Cristo, minacciata SI dall'Anticristo, sia fuori che dentro, ma sicuramente "nel fondo" cosa buona. Ora: il concetto di assurdo riguarda una affermazione che si volge in negazione "sotto il medesimo aspetto, nel medesimo riguardo, e nello stesso tempo" (come dice Aristotele). Ma io non dico questo ! Io dico che la vera Chiesa è malata, in pericolo, minacciata, che molti cattolici e anche Capi hanno fatto errori clamorosi, ma che Dio è presente – lì - con tutta la sua Vita. Ripeto: Dio è presente col suo Spirito dove vuole e non deve chiedere il permesso a nessuna chiesa. Ora tocca a te dimostrarmi l'assurdità, ma devi anche essere più esplicita sulla dottrina che professi, perché non ho capito benissimo quale è la tua comunità. Inoltre io qui non vorrei fare la TRIBUNA TEOLOGICA ma dialogare in amicizia con una persona - che sei tu, - anche di cose religiose e politiche, ma partendo da una ESPERIENZA personale, che costituisce la base di una amicizia, seppur online. Io ho detto molto della mia esperienza. mi aspetto tu faccia, in tutta libertà e spontaneità, la medesima cosa secondo la tua sensibilità.
Dietrich Bonhoeffer
Scheletri negli armadi ce li hanno tutte le religioni, tutte le chiese, tutte le comunità, e la misura del cuore umano si vede quando uno ha il potere di uccidere l'altro. Qui, in quanto istituzione storica o comunità sociale, nessuno è meglio di nessuno. La verità di Dio è sempre più grande di tutte le comunità che si credono migliori di altre comunità. In Germania il grande Teologo Bonhorffer fu abbandonato da tutti i Pastori evangeli che Elessero Hitler "Fuhrer spirituale della Germania. " Lui disse che non soltanto non era una buona guida ma che era maligno. Milioni di tedeschi, tra cui molti cattolici e protestanti, idolatrarono Hitler, una delle figure anticipatrici dell'Anticristo. La quasi totalità degli intellettuali occidentali hanno idolatrato Hitler o Stalin, Mussolini o Mao, e latri crudeli Dittatori e altre blasfeme Ideologie totalitarie. La Chiesa cattolica ha avuto i suoi martiri e i suoi traditori, e la Gerarchia ha avuto tutte le sue pagine nere e le sue pagine luminose in questa lotta ai Totalitarismi. I Protestanti Europei hanno resistito, come Comunità, meno dei cattolici alle lusinghe e alle minacce di Nazismo e Comunismo. Chi è nato dopo la Tragedia non può vantarsi di essere migliore. Oggi si vede quello che vale una persona e quello che vale una Comunità o una Chiesa. Oggi chi si oppone nel mondo, in Italia, allo sterminio degli Agnellini Innocenti ? Da questo si vede la coerenza di ogni cristiano e di ogni Chiesa.
E’ segno che la questione nazista è ancora oggi un nervo scoperto del protestantesimo con cui non si vuole fare i conti.
Voglio riportare a tale proposito un passo dalla prefazione dei curatori del libro di Dietrich Bonhoeffer VITA COMUNE - IL LIBRO DI PREGHIERA DELLA BIBBIA, Edizione critica in lingua tedesca a cura di Gerhard Ludwig Miiller e Albrecht Schònherr, Traduzione dal tedesco di Maria Cristina Laurenzi seconda edizione- Editrice Queriniana: Per la chiesa confessante nel suo insieme l’estate (del 1938 ndr) aveva segnato il punto più critico di debolezza e di esaurimento, dal momento che la maggior parte dei pastori aveva finito per prestare giuramento a Hitler: questo fu il dono di compleanno offerto al Führer dal governo ufficiale della chiesa, dopo l’invasione dell’Austria. Bonhoeffer con gli studenti del seminario si era impegnato al massimo, nelle diverse riunioni dei pastori, per combattere tale decisione, ma invano.
Scheletri negli armadi ce li hanno tutte le religioni, tutte le chiese, tutte le comunità, e la misura del cuore umano si vede quando uno ha il potere di uccidere l'altro. Qui, in quanto istituzione storica o comunità sociale, nessuno è meglio di nessuno. La verità di Dio è sempre più grande di tutte le comunità che si credono migliori di altre comunità. In Germania il grande Teologo Bonhorffer fu abbandonato da tutti i Pastori evangeli che Elessero Hitler "Fuhrer spirituale della Germania. " Lui disse che non soltanto non era una buona guida ma che era maligno. Milioni di tedeschi, tra cui molti cattolici e protestanti, idolatrarono Hitler, una delle figure anticipatrici dell'Anticristo. La quasi totalità degli intellettuali occidentali hanno idolatrato Hitler o Stalin, Mussolini o Mao, e latri crudeli Dittatori e altre blasfeme Ideologie totalitarie. La Chiesa cattolica ha avuto i suoi martiri e i suoi traditori, e la Gerarchia ha avuto tutte le sue pagine nere e le sue pagine luminose in questa lotta ai Totalitarismi. I Protestanti Europei hanno resistito, come Comunità, meno dei cattolici alle lusinghe e alle minacce di Nazismo e Comunismo. Chi è nato dopo la Tragedia non può vantarsi di essere migliore. Oggi si vede quello che vale una persona e quello che vale una Comunità o una Chiesa. Oggi chi si oppone nel mondo, in Italia, allo sterminio degli Agnellini Innocenti ? Da questo si vede la coerenza di ogni cristiano e di ogni Chiesa.
E’ segno che la questione nazista è ancora oggi un nervo scoperto del protestantesimo con cui non si vuole fare i conti.
Voglio riportare a tale proposito un passo dalla prefazione dei curatori del libro di Dietrich Bonhoeffer VITA COMUNE - IL LIBRO DI PREGHIERA DELLA BIBBIA, Edizione critica in lingua tedesca a cura di Gerhard Ludwig Miiller e Albrecht Schònherr, Traduzione dal tedesco di Maria Cristina Laurenzi seconda edizione- Editrice Queriniana: Per la chiesa confessante nel suo insieme l’estate (del 1938 ndr) aveva segnato il punto più critico di debolezza e di esaurimento, dal momento che la maggior parte dei pastori aveva finito per prestare giuramento a Hitler: questo fu il dono di compleanno offerto al Führer dal governo ufficiale della chiesa, dopo l’invasione dell’Austria. Bonhoeffer con gli studenti del seminario si era impegnato al massimo, nelle diverse riunioni dei pastori, per combattere tale decisione, ma invano.
All'inferno ogni Autorità ?
Autorità, potere, arbitrio, violenza, abuso, sono cose diverse tra loro. Se per "all'inferno...nessuna autorità" intendi NO ad ogn ipotere contro la dignità umana e contro la verità, siamo d'accordo, - ma la parola "autorità " designa anche la "legittima autorità" che il Vangelo e la tradizione morale umana ci hanno insegnato a rispettare nei limiti del bene.
Autorità, potere, arbitrio, violenza, abuso, sono cose diverse tra loro. Se per "all'inferno...nessuna autorità" intendi NO ad ogn ipotere contro la dignità umana e contro la verità, siamo d'accordo, - ma la parola "autorità " designa anche la "legittima autorità" che il Vangelo e la tradizione morale umana ci hanno insegnato a rispettare nei limiti del bene.
Cristo è sempre lo stesso.
Cristo è alla portata di mano di chiunque e non per pochi eletti.
I Chiamati sono molti, gli Eletti sono pochi. Passate per la porta stretta ma andate per il mondo.
caro Andrea, grazie di tutto, ora io non so se tu appartieni alla stessa comunità dei miei ospiti di ieri, Maura che qui gioca in casa e Germano. Quindi non ho chiarissimi i punti di riferimento. Mi pare di capire che voi mettiate Cristo al primo posto ma che facciate poi una scelta del Libri Sacri secondo una determinata tradizione, non ho capito se Evangelico-protestante o di qualche altra denominazione. Ovviamente essere Cattolici significa essere cristiani. Quel che cambia è la Tradizione. Un Evangelico si rifa ad una tradizione diversa, ma sempre tradizione è. Un cattolico che non mettesse Cristo al suo posto non sarebbe né cattolico né cristiano. Pensa che molti Testimoni di Geova si definiscono cristiani, molti giudaizzanti, carismatici, spiritisti, esoterici, massoni addirittura. Insomma definirsi semplicemente CRISTIANI in questa marea di denominazioni e in una cultura pluralista e globalizzata mi sembra generico. Se Cristiano è chi ha fede nella Divinità di Gesù già si mette un paletto chiaro e semplice. Il Cristiano proclama che Gesù è l'unico vero Salvatore dell'uomo. Poi nascono le differenze TRA i cristiani. La Chiesa cattolica, in quanto comunità, ha pregi e difetti come tutte le comunità. Certamente, in 2000 anni e mischiando spesso potere temporale e spirituale, è inevitabile che la Chiesa sia piena di persone potenti e deboli. Io seguo il principio evangelico: fate ciò che dicono e non fate ciò che fatto ! In tutti gli ambienti che ho frequentato nella mia vita ho trovato solo qualche persona giusta e buona. Quasi tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla religione e dalla ideologia, dalla razza, cultura, sesso, insomma: sono persone invidiose, arroganti, deboli, che se devono vendersi la mamma e il figlio per un PIATTO di lenticchie, lo fanno con tutte le buone intenzioni della retorica del bene. Non mi scandalizzo del potere degli Ecclesiastici, visto che qui quasi tutti vogliono il potere, e io che ho rinunciato a potere, ricchezza, comodità, mi trovo spesso umiliato e offeso dai potenti di questo mondo, cristiani, atei, di destra o di sinistra. Tutti gli uomini hanno crocifisso Cristo: anche io l'ho fatto per tanti anni da giovane e lo faccio tuttora quando dovessi commettere un male gravissimo contro Lui o contro un mio fratello. Poi per quanto riguarda la retrodatazione del Peccato Monarchico mi pare una lettura parziale e ipercarismatica, ma non posso giudicare senza leggere uno dei vostri testi più qualificati che cercherò di leggere. Mi limito ad una ultima osservazione: se Dio è così esotericamente difficile da trovare e conoscere per 2 miliardi di Cristiani nel mondo (e 1 miliardo e 200 milioni di cattolici) allora Dio mi sembra non più il Dio delle Genti, ma un Dio degli intellettuali illuminati o dei pochi privilegiati e fortunati che hanno incontrato quel gruppetto di persone veramente illuminate. Io credo che Dio si manifesti pubblicamente, semplicemente, umilmente, e che lasci ad ognuno di noi la via per diventare Santi chi al 10% chi al 99%. Nella Chiesa Cattolica è così: un Dio delle Genti che è predicato da 200 ma chi vuole può seguire Cristo fino alla Croce a cui arrivano pochissimi Cristiani, molti meno di quelli che dicono di essere cristiani. Il Crocifisso-Risorto ti benedica.
Cristo è alla portata di mano di chiunque e non per pochi eletti.
I Chiamati sono molti, gli Eletti sono pochi. Passate per la porta stretta ma andate per il mondo.
caro Andrea, grazie di tutto, ora io non so se tu appartieni alla stessa comunità dei miei ospiti di ieri, Maura che qui gioca in casa e Germano. Quindi non ho chiarissimi i punti di riferimento. Mi pare di capire che voi mettiate Cristo al primo posto ma che facciate poi una scelta del Libri Sacri secondo una determinata tradizione, non ho capito se Evangelico-protestante o di qualche altra denominazione. Ovviamente essere Cattolici significa essere cristiani. Quel che cambia è la Tradizione. Un Evangelico si rifa ad una tradizione diversa, ma sempre tradizione è. Un cattolico che non mettesse Cristo al suo posto non sarebbe né cattolico né cristiano. Pensa che molti Testimoni di Geova si definiscono cristiani, molti giudaizzanti, carismatici, spiritisti, esoterici, massoni addirittura. Insomma definirsi semplicemente CRISTIANI in questa marea di denominazioni e in una cultura pluralista e globalizzata mi sembra generico. Se Cristiano è chi ha fede nella Divinità di Gesù già si mette un paletto chiaro e semplice. Il Cristiano proclama che Gesù è l'unico vero Salvatore dell'uomo. Poi nascono le differenze TRA i cristiani. La Chiesa cattolica, in quanto comunità, ha pregi e difetti come tutte le comunità. Certamente, in 2000 anni e mischiando spesso potere temporale e spirituale, è inevitabile che la Chiesa sia piena di persone potenti e deboli. Io seguo il principio evangelico: fate ciò che dicono e non fate ciò che fatto ! In tutti gli ambienti che ho frequentato nella mia vita ho trovato solo qualche persona giusta e buona. Quasi tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla religione e dalla ideologia, dalla razza, cultura, sesso, insomma: sono persone invidiose, arroganti, deboli, che se devono vendersi la mamma e il figlio per un PIATTO di lenticchie, lo fanno con tutte le buone intenzioni della retorica del bene. Non mi scandalizzo del potere degli Ecclesiastici, visto che qui quasi tutti vogliono il potere, e io che ho rinunciato a potere, ricchezza, comodità, mi trovo spesso umiliato e offeso dai potenti di questo mondo, cristiani, atei, di destra o di sinistra. Tutti gli uomini hanno crocifisso Cristo: anche io l'ho fatto per tanti anni da giovane e lo faccio tuttora quando dovessi commettere un male gravissimo contro Lui o contro un mio fratello. Poi per quanto riguarda la retrodatazione del Peccato Monarchico mi pare una lettura parziale e ipercarismatica, ma non posso giudicare senza leggere uno dei vostri testi più qualificati che cercherò di leggere. Mi limito ad una ultima osservazione: se Dio è così esotericamente difficile da trovare e conoscere per 2 miliardi di Cristiani nel mondo (e 1 miliardo e 200 milioni di cattolici) allora Dio mi sembra non più il Dio delle Genti, ma un Dio degli intellettuali illuminati o dei pochi privilegiati e fortunati che hanno incontrato quel gruppetto di persone veramente illuminate. Io credo che Dio si manifesti pubblicamente, semplicemente, umilmente, e che lasci ad ognuno di noi la via per diventare Santi chi al 10% chi al 99%. Nella Chiesa Cattolica è così: un Dio delle Genti che è predicato da 200 ma chi vuole può seguire Cristo fino alla Croce a cui arrivano pochissimi Cristiani, molti meno di quelli che dicono di essere cristiani. Il Crocifisso-Risorto ti benedica.
Quale è la vera Chiesa di Gesù ?
cario Andrea, non ti conosco in carne e ossa ma mi piace la tua gentilezza. Mi pare che nel vostro modo di procedere voi mettiate sullo stesso piano idee interpretative, storia ecclesiastica, storia profana e fede semplice e dogmatica che appartiene da 2000 anni alla tradizione cristiana. La Chiesa di cui fai parte è teoricamente la stessa mia chiesa: ma mentre io la identifico con l'anima del Cattolicesimo tu la identifichi in qualcosa di non esplicitato e - per quel che io posso sapere - piuttosto vago e pentecostale. Forse dipende dal fatto che tu sei discreto nel dire o che io sono ignorante nel sapere. Proprio nell'Ultima Cena, parlando del Paraclito, Cristo, annuncia che la sua Chiesa prenderà del suo e farà cose più grandi: è come se dicesse che ci saranno sviluppi già impliciti nelle sue parole e nei suoi gesti. Già è presente la Risurrezione, la Pentecoste, il compimento dogmatico della Fede. Questo vale per tutti i Dogmi proclamati dalla Chiesa. Dalla Divina Maternità, alla Divinità di Cristo, alla Trinità, alla Immacolata Concezione, al Primato Petrino. Ovviamente i Dogmi riferiti a Dio hanno una importanza enormemente superiore ai Dogmi riferiti alla Chiesa. Ma sempre Dogmi cattolici sono. Ora: negare la giusta e legittima interpretazione dei passi relativi ala Primato Petrino significa negare ogni Autorità dogmatica alla stessa Chiesa che proclama la Divinità di Gesù Cristo. A me pare semplice e chiaro che Pietro abbia un ruolo speciale nel Nuovo Testamento. Come poi venga esercitato e quali siano le espressioni pubbliche di questo primato si può anche discutere. Ma dimostrare una cosa che è alla luce del sole neppure si può. A me non interessa nulla di nulla fuorché Cristo. Se lui oggi mi dice fai questo io lo faccio. Ora mi sembra strano che Lui mi spinga nella Chiesa cattolica solo per uscirne. Al massimo può essere che io stia sbagliando e che Lui, sapendo tutto, mi conduca verso il bene malgrado i miei errori e attraverso i miei errori. Ma è assurdo pensare che Dio in persona ti faccia fare qualcosa di sbagliato per realizzare un bel bottino di bene. Voglio poi dirti che il signore mi ha parlato nella maniera più chiara proprio usando le parole che tu sottolinei: "Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi", ora queste sono le parole più forti che Lui mi ha rivolto quando ancora ero ateo, leader comunista, filosofo in erba, ufficiale dell'Esercito italiano. Ho lasciato tutto e l'ho seguito. Sono un povero peccatore, ma il Signore mi ha chiamato e mi ha spinto nella sua chiesa, la Chiesa cattolica, piena di santi e di peccatori.
cario Andrea, non ti conosco in carne e ossa ma mi piace la tua gentilezza. Mi pare che nel vostro modo di procedere voi mettiate sullo stesso piano idee interpretative, storia ecclesiastica, storia profana e fede semplice e dogmatica che appartiene da 2000 anni alla tradizione cristiana. La Chiesa di cui fai parte è teoricamente la stessa mia chiesa: ma mentre io la identifico con l'anima del Cattolicesimo tu la identifichi in qualcosa di non esplicitato e - per quel che io posso sapere - piuttosto vago e pentecostale. Forse dipende dal fatto che tu sei discreto nel dire o che io sono ignorante nel sapere. Proprio nell'Ultima Cena, parlando del Paraclito, Cristo, annuncia che la sua Chiesa prenderà del suo e farà cose più grandi: è come se dicesse che ci saranno sviluppi già impliciti nelle sue parole e nei suoi gesti. Già è presente la Risurrezione, la Pentecoste, il compimento dogmatico della Fede. Questo vale per tutti i Dogmi proclamati dalla Chiesa. Dalla Divina Maternità, alla Divinità di Cristo, alla Trinità, alla Immacolata Concezione, al Primato Petrino. Ovviamente i Dogmi riferiti a Dio hanno una importanza enormemente superiore ai Dogmi riferiti alla Chiesa. Ma sempre Dogmi cattolici sono. Ora: negare la giusta e legittima interpretazione dei passi relativi ala Primato Petrino significa negare ogni Autorità dogmatica alla stessa Chiesa che proclama la Divinità di Gesù Cristo. A me pare semplice e chiaro che Pietro abbia un ruolo speciale nel Nuovo Testamento. Come poi venga esercitato e quali siano le espressioni pubbliche di questo primato si può anche discutere. Ma dimostrare una cosa che è alla luce del sole neppure si può. A me non interessa nulla di nulla fuorché Cristo. Se lui oggi mi dice fai questo io lo faccio. Ora mi sembra strano che Lui mi spinga nella Chiesa cattolica solo per uscirne. Al massimo può essere che io stia sbagliando e che Lui, sapendo tutto, mi conduca verso il bene malgrado i miei errori e attraverso i miei errori. Ma è assurdo pensare che Dio in persona ti faccia fare qualcosa di sbagliato per realizzare un bel bottino di bene. Voglio poi dirti che il signore mi ha parlato nella maniera più chiara proprio usando le parole che tu sottolinei: "Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi", ora queste sono le parole più forti che Lui mi ha rivolto quando ancora ero ateo, leader comunista, filosofo in erba, ufficiale dell'Esercito italiano. Ho lasciato tutto e l'ho seguito. Sono un povero peccatore, ma il Signore mi ha chiamato e mi ha spinto nella sua chiesa, la Chiesa cattolica, piena di santi e di peccatori.
Chi è Pietro ?
leggere in questo modo la Dichiarazione di Gesù a Pietro è risibile e inconsistente da ogni punto di vista. Pietro si chiama Simone: Gesù lo chiama ora Pietro, e dice tu sei Pietro e su questa Pietra, ora, nella lingua originaria la parola è Cefa sia per l'una che per l'altra cosa. "Tu sei Pietro e su questa Pietra", non si può dividere la Fede da colui che proclama e garantisce la Fede. Inoltre - il tutto il Nuovo Testamento a partire dal Vangelo (che la Chiesa cattolica ha sempre difeso, tradotto, garantito, anche se i suoi membri spesso lo hanno tradito) - Pietro è sempre presentato come il Primo degli Apostoli, assieme ad altre figure di spicco, tra cui Giacomo uno e due, Giovanni, Paolo, così via. le aspre critiche di Gesù a Pietro colpiscono il suo comportamento e le sue debolezze non tolgono a Pietro la sua Autorità, che mai Gesù toglie e che anzi nel Vangelo di Giovanni conferma per ben tre volte di seguito. Secondo tutta la tradizione Pietro è morto sul colle Vaticano come Gesù, anche se non abbiamo sufficiente documentazione al riguardo. Poi personalmente non mi è chiara la lettura esoterica dei Pontefici prima di Cristo. Infine, su quel che è successo prima e dopo Costantino, la questione è aperta e discutibile, trattandosi di comportamenti umani soggetti ai limiti del tempo. Quel che bisogna stabilire per fede è se Gesù ha incaricato Pietro di confermare nella Fede gli altri in unione con gli altri Apostoli e se la Successione apostolica e Petrina è voluta da Dio e dove è stata per 2000 anni e dove è oggi. Sul resto bisogna studiare attentamente, prudentemente, seriamente, la storia. E la cosa non è facile per nessuno. Una lettura così netta e decisa ha l'aria di una storia scritta in anticipo in base ad idee già preconcette. Non è detto che le idee siano sbagliate, ma non è il modo di fare storia. I fatti vanno continuamente accertati uno a uno e valutati nell'insieme. Poi voi dovreste dare riferimenti più precisi: chi dice, chi parla, chi scrive, quali testi fondamentali in circolazione - di livelli scientifico e filosofico - comprovano la vostra tesi ? Possibile che il Signore abbia lasciato nell'ignoranza miliardi di cristiani tra cui Santi e mistici e Dottori di primo livello facendogli credere nella bontà della Chiesa mentre in realtà quella era Babilonia e l'Anticristo. Mi pare molto rischiosa l'affermazione. Va provata con molta serietà. Nessuno toglie errori, debolezze e anche forti ambiguità dottrinali, tuttavia o il Signore garantisce Pietro o garantisce qualcun altro. E chi è questo vero Testimone e Apostolo superiore a Pietro, Paolo, Giovanni, Luca...?
leggere in questo modo la Dichiarazione di Gesù a Pietro è risibile e inconsistente da ogni punto di vista. Pietro si chiama Simone: Gesù lo chiama ora Pietro, e dice tu sei Pietro e su questa Pietra, ora, nella lingua originaria la parola è Cefa sia per l'una che per l'altra cosa. "Tu sei Pietro e su questa Pietra", non si può dividere la Fede da colui che proclama e garantisce la Fede. Inoltre - il tutto il Nuovo Testamento a partire dal Vangelo (che la Chiesa cattolica ha sempre difeso, tradotto, garantito, anche se i suoi membri spesso lo hanno tradito) - Pietro è sempre presentato come il Primo degli Apostoli, assieme ad altre figure di spicco, tra cui Giacomo uno e due, Giovanni, Paolo, così via. le aspre critiche di Gesù a Pietro colpiscono il suo comportamento e le sue debolezze non tolgono a Pietro la sua Autorità, che mai Gesù toglie e che anzi nel Vangelo di Giovanni conferma per ben tre volte di seguito. Secondo tutta la tradizione Pietro è morto sul colle Vaticano come Gesù, anche se non abbiamo sufficiente documentazione al riguardo. Poi personalmente non mi è chiara la lettura esoterica dei Pontefici prima di Cristo. Infine, su quel che è successo prima e dopo Costantino, la questione è aperta e discutibile, trattandosi di comportamenti umani soggetti ai limiti del tempo. Quel che bisogna stabilire per fede è se Gesù ha incaricato Pietro di confermare nella Fede gli altri in unione con gli altri Apostoli e se la Successione apostolica e Petrina è voluta da Dio e dove è stata per 2000 anni e dove è oggi. Sul resto bisogna studiare attentamente, prudentemente, seriamente, la storia. E la cosa non è facile per nessuno. Una lettura così netta e decisa ha l'aria di una storia scritta in anticipo in base ad idee già preconcette. Non è detto che le idee siano sbagliate, ma non è il modo di fare storia. I fatti vanno continuamente accertati uno a uno e valutati nell'insieme. Poi voi dovreste dare riferimenti più precisi: chi dice, chi parla, chi scrive, quali testi fondamentali in circolazione - di livelli scientifico e filosofico - comprovano la vostra tesi ? Possibile che il Signore abbia lasciato nell'ignoranza miliardi di cristiani tra cui Santi e mistici e Dottori di primo livello facendogli credere nella bontà della Chiesa mentre in realtà quella era Babilonia e l'Anticristo. Mi pare molto rischiosa l'affermazione. Va provata con molta serietà. Nessuno toglie errori, debolezze e anche forti ambiguità dottrinali, tuttavia o il Signore garantisce Pietro o garantisce qualcun altro. E chi è questo vero Testimone e Apostolo superiore a Pietro, Paolo, Giovanni, Luca...?
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Tutti si lamentano e tutti criticano. Ma chi va in profondità ?
Ci vuole grande intelligenza, ci vuole la Grazia, ci vuole una lunga esperienza, ci vuole un intero popolo che sia disposto ad un arduo cammino.
Cerco un Popolo disposto a 40 anni di deserto per arrivare in un luogo deve scorrono latte e miele !
Tutti si lamentano e tutti criticano. Ma chi va in profondità ?
Ci vuole grande intelligenza, ci vuole la Grazia, ci vuole una lunga esperienza, ci vuole un intero popolo che sia disposto ad un arduo cammino.
Cerco un Popolo disposto a 40 anni di deserto per arrivare in un luogo deve scorrono latte e miele !
Fedeltà e Apostasia in Europa.
Il Vecchio Continente sta entrando sempre più nella Apostasia antropocentrica, in cui al posto del vero Dio viene messo l'UOMO terrestre e materiale.
Tuttavia, la società Moderna, è fondata sul Vangelo. La Modernità esalta l'uomo ma - allo stesso tempo - tradisce il suo stesso Fondamento. In questo modo, allontanandosi da Dio, la nostra società, abbandona l'uomo vero e reale. Questo è lo spirito dell'Illusione umana dell'Autosufficienza che nega il peccato originale e la Redenzione operata dal Sangue di Cristo. Questo spirito iper-umanistico, nato circa 700 anni fa nell'epoca di Dante,è stato affermato solennemente dalla Massoneria, ed è esploso violentemente nella Rivoluzione Francese. Negli ultimi 50 anni è penetrato anche nella Chiesa, e col Sessantotto ha distrutto l'ideale e l'ordine Naturale della famiglia. Ma - mentre il mondo non segue il Cristo - la Chiesa è del Signore e - anche se si allontana da Lui, anche se viene infettata dall'Apostasia degli Ultimi tempi - è sempre la Chiesa di Dio, e il Signore la tiene salda in pugno e in questa stessa Chiesa Lui fa risuonare la sua Parola.
Il Signore è il Re della Storia e nulla gli sfugge, neanche l'Apostasia Silenziosa in atto nel Vecchio Continente.
Il Vecchio Continente sta entrando sempre più nella Apostasia antropocentrica, in cui al posto del vero Dio viene messo l'UOMO terrestre e materiale.
Tuttavia, la società Moderna, è fondata sul Vangelo. La Modernità esalta l'uomo ma - allo stesso tempo - tradisce il suo stesso Fondamento. In questo modo, allontanandosi da Dio, la nostra società, abbandona l'uomo vero e reale. Questo è lo spirito dell'Illusione umana dell'Autosufficienza che nega il peccato originale e la Redenzione operata dal Sangue di Cristo. Questo spirito iper-umanistico, nato circa 700 anni fa nell'epoca di Dante,è stato affermato solennemente dalla Massoneria, ed è esploso violentemente nella Rivoluzione Francese. Negli ultimi 50 anni è penetrato anche nella Chiesa, e col Sessantotto ha distrutto l'ideale e l'ordine Naturale della famiglia. Ma - mentre il mondo non segue il Cristo - la Chiesa è del Signore e - anche se si allontana da Lui, anche se viene infettata dall'Apostasia degli Ultimi tempi - è sempre la Chiesa di Dio, e il Signore la tiene salda in pugno e in questa stessa Chiesa Lui fa risuonare la sua Parola.
Il Signore è il Re della Storia e nulla gli sfugge, neanche l'Apostasia Silenziosa in atto nel Vecchio Continente.
I Cristiani: tutti Santi o tutti Dannati !
I Cristiani non sono tutti uguali, sono umani, e quindi diversi, l'uno dall'altro. Non sono tutti buoni e non sono tutti cattivi: non è giusto fare di tutta l'erba un fascio: mediamente più di 100.000 cristiani sono uccisi ogni anno solo per la loro fede, e inoltre - milioni di Cristiani, peccatori come tutti i cristiani di tutti i tempi - ogni giorno servono il Signore e i fratelli nella sofferenza e nella rinuncia. Ovviamente, come è logico, che sia : la gran maggioranza dei Cristiani è composta da persone deboli e tiepide. Ad ognuno di noi dimostrare fino al sangue - e alla più profonda solitudine - che veri cristiani ci sono anche oggi qui tra noi. Ognuno si assuma la sua responsabilità. E' evidente che in Occidente moltissimi cristiani hanno venduto l'anima al consumismo e al pensiero antropocentrico materialistico e nichilistico.
I Cristiani non sono tutti uguali, sono umani, e quindi diversi, l'uno dall'altro. Non sono tutti buoni e non sono tutti cattivi: non è giusto fare di tutta l'erba un fascio: mediamente più di 100.000 cristiani sono uccisi ogni anno solo per la loro fede, e inoltre - milioni di Cristiani, peccatori come tutti i cristiani di tutti i tempi - ogni giorno servono il Signore e i fratelli nella sofferenza e nella rinuncia. Ovviamente, come è logico, che sia : la gran maggioranza dei Cristiani è composta da persone deboli e tiepide. Ad ognuno di noi dimostrare fino al sangue - e alla più profonda solitudine - che veri cristiani ci sono anche oggi qui tra noi. Ognuno si assuma la sua responsabilità. E' evidente che in Occidente moltissimi cristiani hanno venduto l'anima al consumismo e al pensiero antropocentrico materialistico e nichilistico.
Il Metodo Contro-Rivoluzionario è una Rivoluzione oggi !
una Rivoluzione contro una Normalità Innaturale non è altro che una Contro-Rivoluzione, ma "a voler trovare il pelo nell'uovo" ... a proposito leggo e scrivo sulla Contro-rivoluzione del Crociato del XX secolo da una trentina d'anni, ma seguirò il suggerimento, me lo leggerò per l'ennesima volta. Tuttavia, fuori dallo scherzi: le cose non sono più come ai tempi di Plino C. de O., infatti allora c'erano solo i sintomi della quarta Rivoluzione, mentre ora, la Quarta Rivoluzione è in atto e quindi solo una forza dirompente simile alla Rivoluzione - non di semplice segno contrario, ma Rifondante e Restaurativa, e insieme Riformativa e Ricostruttiva, - ebbene mi pare che la situazione non sia semplicemente aggravata o precipitata come potevasi immaginare 50 anni fa. Oggi un Vescovo trova normale il matrimonio gay e rimane al suo posto. Allora sarebbe stato subito destituito, oggi no. Quindi caro controrivoluzionario, non vedi che la cosa è molto più grande della cosa che aveva di fronte il grande cristiano e maestro P.C. de Oliveira ?
una Rivoluzione contro una Normalità Innaturale non è altro che una Contro-Rivoluzione, ma "a voler trovare il pelo nell'uovo" ... a proposito leggo e scrivo sulla Contro-rivoluzione del Crociato del XX secolo da una trentina d'anni, ma seguirò il suggerimento, me lo leggerò per l'ennesima volta. Tuttavia, fuori dallo scherzi: le cose non sono più come ai tempi di Plino C. de O., infatti allora c'erano solo i sintomi della quarta Rivoluzione, mentre ora, la Quarta Rivoluzione è in atto e quindi solo una forza dirompente simile alla Rivoluzione - non di semplice segno contrario, ma Rifondante e Restaurativa, e insieme Riformativa e Ricostruttiva, - ebbene mi pare che la situazione non sia semplicemente aggravata o precipitata come potevasi immaginare 50 anni fa. Oggi un Vescovo trova normale il matrimonio gay e rimane al suo posto. Allora sarebbe stato subito destituito, oggi no. Quindi caro controrivoluzionario, non vedi che la cosa è molto più grande della cosa che aveva di fronte il grande cristiano e maestro P.C. de Oliveira ?
Schettino, un Italiano come noi che ha ceduto alla tentazione.
Ha sbagliato il Comandante ? Si: è vero, ma mi ha fatto così tanta pena con la sua debolezza ... penso a sua moglie e ai suoi figli - che sono come i nostri figli ... poi ho visto così tante persone incapaci e codarde nella vita, che ho paura che troppi - tra noi - siano come Schettino e ben pochi hanno il vero coraggio nel momento del pericolo. Io direi: pietà per le vittime, giusta punizione per chi ha sbagliato e ... pietà speciale per chi è fuggito di fronte alla tragedia e al fallimento pubblico ... che già la realtà della cosa è una umiliazione indimenticabile ... che fa da sola.
Ha sbagliato il Comandante ? Si: è vero, ma mi ha fatto così tanta pena con la sua debolezza ... penso a sua moglie e ai suoi figli - che sono come i nostri figli ... poi ho visto così tante persone incapaci e codarde nella vita, che ho paura che troppi - tra noi - siano come Schettino e ben pochi hanno il vero coraggio nel momento del pericolo. Io direi: pietà per le vittime, giusta punizione per chi ha sbagliato e ... pietà speciale per chi è fuggito di fronte alla tragedia e al fallimento pubblico ... che già la realtà della cosa è una umiliazione indimenticabile ... che fa da sola.
ANNUNCIARE sempre dovunque !
caro discepolo del Signore, tu devi sempre - in ogni circostanza - con umiltà e chiarezza : testimoniare Cristo morto e risorto per te. Dovrai rendere conto a Dio per tutte le volte che non lo avrai annunciato. E' più importante questo Annuncio di tante opere apparentemente buone e fatte con dolci sentimenti. Dire con semplicità, chiarezza, umiltà, insistenza, gentilezza, forza: non c'è salvezza senza Cristo ! "Non date le perle ai porci", significa : state apposta zitti di fronte a chi vuole solo prendervi in giro e vive di stupidità. Ma chi è debole, un po' presuntuoso o arrogante, non va lasciato nel "suo brodo". Devi dire: Gesù mi ha salvata così così e così. Sempre a chiunque e in ogni circostanza
Annuncia ! Annuncia !!
san Paolo dice: "Annuncia sempre dovunque in modo opportuno e in modo inopportuno che Cristo è l'unica salvezza !" , questo scrive e comanda il maestro di tutti gli Annunciatori: chi vuole ascolta e chi non vuole se ne va. Ma non dobbiamo essere noi ad andare via. Bisogna capire che l'Annuncio del Vangelo non è un discorso semplicemente umano o la propaganda di un prodotto terreno. L'Annuncio è già salvezza in azione e in atto. Come quando - essendo veramente innamorati - si dice ad una ragazza che sta lottando con il proprio cuore: io ti amo veramente e senza di te muoio ! Quella ragazza non può essere indifferente: il suo si o il suo no saranno parole pesantissime o tremende! Eppure lì non opera la Grazia ! Invece quando c'è il Vangelo è in Opera una Potenza sovrumana contro potenze supernaturali sottoumane: solo il DIRE "Gesù è il Signore !! " fa tremare gli Inferi ! Chi non crede in questa potenza della Parola annunciata e vissuta o non ha la fede o ha una fede bambina e sguarnita. San Paolo dice: "Non mi vergogno di annunciare il Vangelo! ".
caro discepolo del Signore, tu devi sempre - in ogni circostanza - con umiltà e chiarezza : testimoniare Cristo morto e risorto per te. Dovrai rendere conto a Dio per tutte le volte che non lo avrai annunciato. E' più importante questo Annuncio di tante opere apparentemente buone e fatte con dolci sentimenti. Dire con semplicità, chiarezza, umiltà, insistenza, gentilezza, forza: non c'è salvezza senza Cristo ! "Non date le perle ai porci", significa : state apposta zitti di fronte a chi vuole solo prendervi in giro e vive di stupidità. Ma chi è debole, un po' presuntuoso o arrogante, non va lasciato nel "suo brodo". Devi dire: Gesù mi ha salvata così così e così. Sempre a chiunque e in ogni circostanza
Annuncia ! Annuncia !!
san Paolo dice: "Annuncia sempre dovunque in modo opportuno e in modo inopportuno che Cristo è l'unica salvezza !" , questo scrive e comanda il maestro di tutti gli Annunciatori: chi vuole ascolta e chi non vuole se ne va. Ma non dobbiamo essere noi ad andare via. Bisogna capire che l'Annuncio del Vangelo non è un discorso semplicemente umano o la propaganda di un prodotto terreno. L'Annuncio è già salvezza in azione e in atto. Come quando - essendo veramente innamorati - si dice ad una ragazza che sta lottando con il proprio cuore: io ti amo veramente e senza di te muoio ! Quella ragazza non può essere indifferente: il suo si o il suo no saranno parole pesantissime o tremende! Eppure lì non opera la Grazia ! Invece quando c'è il Vangelo è in Opera una Potenza sovrumana contro potenze supernaturali sottoumane: solo il DIRE "Gesù è il Signore !! " fa tremare gli Inferi ! Chi non crede in questa potenza della Parola annunciata e vissuta o non ha la fede o ha una fede bambina e sguarnita. San Paolo dice: "Non mi vergogno di annunciare il Vangelo! ".
Clonazione, eugenetica, fecondazione in vitro per coppie gay ?
Questa non è semplice degradazione, come poteva essere fino a 45 anni fa: questo è il potere NORMALE che domina ogni giorno di più nella nostra società: la differenza è importante. Infatti per combattere una degradazione basta una "correzione", mentre per combattere una normalità innaturale ci vuole una Rivoluzione generale.
Questa non è semplice degradazione, come poteva essere fino a 45 anni fa: questo è il potere NORMALE che domina ogni giorno di più nella nostra società: la differenza è importante. Infatti per combattere una degradazione basta una "correzione", mentre per combattere una normalità innaturale ci vuole una Rivoluzione generale.
AMICIZIA CIVILE : alla base della vita politica sta l'amicizia civile,
già prima del Cristianesimo, e quindi così dovrebbe essere - e ancor più e meglio - dopo l'accento dell'amore divino sulla terra !
già prima del Cristianesimo, e quindi così dovrebbe essere - e ancor più e meglio - dopo l'accento dell'amore divino sulla terra !
SOLDI ?
Esistono cose più forti dei soldi, mi spiace per coloro che invece incontrano solo persone e situazioni in cui i soldi sono l'unico vero Dio.
Oltre ai soldi non vanno dimenticate le altre due divinità: superbia del potere e lussuria del mondo.
IN REALTA' CHI DI NOI AMA VERAMENTE LA BELLEZZA E LA BONTA' DELLA VITA - se vuole - può non farsi schiacciare l'anima dai soldi, può non soffocare sotto il potere e può non ubriacarsi di lussuria.
Dove trovare la forza per non soccombere alla tentazione che ci attanaglia anche con la paura della solitudine ?
La strada c'è. Alcune grandi figure umane ci hanno fatto vedere che la Via al bene e alla libertà c'è. Se noi amiamo qualcuno - più di quanto abbiamo paura di perdere rinunciando alle tre divinità maledette - allora siamo liberi.
Bisogna - nella consapevolezza della propria debolezza - amare l'Amore: è l'unica condizione per ricevere dal Mistero eterno dell'amore quella forza per resistere a soldi, potere, gola profonda.
A ciascuno di noi la scelta e il combattimento.
Esistono cose più forti dei soldi, mi spiace per coloro che invece incontrano solo persone e situazioni in cui i soldi sono l'unico vero Dio.
Oltre ai soldi non vanno dimenticate le altre due divinità: superbia del potere e lussuria del mondo.
IN REALTA' CHI DI NOI AMA VERAMENTE LA BELLEZZA E LA BONTA' DELLA VITA - se vuole - può non farsi schiacciare l'anima dai soldi, può non soffocare sotto il potere e può non ubriacarsi di lussuria.
Dove trovare la forza per non soccombere alla tentazione che ci attanaglia anche con la paura della solitudine ?
La strada c'è. Alcune grandi figure umane ci hanno fatto vedere che la Via al bene e alla libertà c'è. Se noi amiamo qualcuno - più di quanto abbiamo paura di perdere rinunciando alle tre divinità maledette - allora siamo liberi.
Bisogna - nella consapevolezza della propria debolezza - amare l'Amore: è l'unica condizione per ricevere dal Mistero eterno dell'amore quella forza per resistere a soldi, potere, gola profonda.
A ciascuno di noi la scelta e il combattimento.
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