Ogni persona e ogni epoca - se vuole pensare secondo verità bellezza e giustizia -
deve pensare daccapo l'Essere e ricomnciare a porlo quale Fondamento di tutte le cose.
L'Essere, che si offre solo alla Città Aperta, è la fonte e il culmine della Ricerca della Verità. Filosofare è opera da Mendicante, è frutto dello Studium e di un lungo parto dell'apertura intellettuale e mistica alla Sapienza Eterna. Il Cammino alla Sofia è sempre esposto all'errore, alla vulnerabilità dei Viandanti, e si compie con delicatezza, desiderio, pudore, speranza, estasi. La migliore tradizione da cui partire è quella della Metafisica classica e della grande Letteratura mondiale.
martedì 26 giugno 2012
venerdì 8 giugno 2012
la paura del pensiero
L'epoca del Nichilismo è conseguenza della Separazione tra Fede e Ragione ma anche della confusione tra credere e pensare: questa "frattura" - tra fede e cultura - è un "credere difettoso" (infatti molti Cristiani tutto "Cuore e Spirito" preferiscono l'ottusità delle cose che sanno già alla scoperta delle cose nuove che Dio ha posto di fronte a noi) ma è anche segno di paura e viltà di fronte al Potere mentale dominante, ma è anche mancanza di carità verso i fratelli che sono nell'ignoranza, ed è anche mancanza di Onore verso Dio che è Verità.
durezza e ottusità
sono due le Ali che portano a Dio: la Fede e la Ragione,
rifiutare la prima è durezza di cuore,
rifiutare la seconda è ottusità dell'intelligenza.
rifiutare la prima è durezza di cuore,
rifiutare la seconda è ottusità dell'intelligenza.
Croce e Letizia
Chi nasconde la propria Croce dietro belle parole e bei sorrisi
ha confuso la Letizia dello Spirito con la Maschera degli uomini impauriti !
ha confuso la Letizia dello Spirito con la Maschera degli uomini impauriti !
mercoledì 6 giugno 2012
fede e dubbio
Un amico cattolico scrive queste seguenti parole: ...
"Tra l’uomo che ha fede e l’uomo che non la ha ci dovrebbe essere una differenza fondamentale: che il primo professa una serie di certezze, di Verità indubitabili, non negoziabili, mentre il secondo contrappone a queste certezze il dubbio, talora lo smarrimento. Fede, infatti, significa certezza nell’esistenza di Dio, cioè di un significato, di una Verità, di un Bene assoluto. Questa certezza è presente in chi crede in una religione rivelata, nell’esistenza di un Dio che è sceso incontro all’uomo, in prima persona. Il cattolico è dunque un uomo di solide certezze..."
Ebbene: questo è un linguaggio, contemporaneamente,
Fideista e Razionalista.
E' un paradosso, ma è proprio il contrario di una sana Apologetica.
La Fede non copre tutto il campo della Verità, e la Verità è in buona parte conoscibile col lume della ragione naturale.
Non si sconfigge la DITTATURA DEL RELATIVISMO con la clava del fideismo e con la semplificazione del razionalismo integralista.
Abbiamo due Millenni di lavoro teologico e filosofico a cui fanno riferimento i Documenti del Magistero, e non si capisce come mai bisogna tutto appiattire dietro discorsi così ideologici e contrari allo stile dei grandi Maestri del pensiero cattolico quali Tommaso, Fabro, Gilson, Giovanni Paolo, Ratzinger. Infatti, i loro scritti filosofici e teologici, non scivolano né verso il fideismo né verso il razionalismo dogmatico abbellito da coraggiosa apolologetica.
"Tra l’uomo che ha fede e l’uomo che non la ha ci dovrebbe essere una differenza fondamentale: che il primo professa una serie di certezze, di Verità indubitabili, non negoziabili, mentre il secondo contrappone a queste certezze il dubbio, talora lo smarrimento. Fede, infatti, significa certezza nell’esistenza di Dio, cioè di un significato, di una Verità, di un Bene assoluto. Questa certezza è presente in chi crede in una religione rivelata, nell’esistenza di un Dio che è sceso incontro all’uomo, in prima persona. Il cattolico è dunque un uomo di solide certezze..."
Ebbene: questo è un linguaggio, contemporaneamente,
Fideista e Razionalista.
E' un paradosso, ma è proprio il contrario di una sana Apologetica.
La Fede non copre tutto il campo della Verità, e la Verità è in buona parte conoscibile col lume della ragione naturale.
Non si sconfigge la DITTATURA DEL RELATIVISMO con la clava del fideismo e con la semplificazione del razionalismo integralista.
Abbiamo due Millenni di lavoro teologico e filosofico a cui fanno riferimento i Documenti del Magistero, e non si capisce come mai bisogna tutto appiattire dietro discorsi così ideologici e contrari allo stile dei grandi Maestri del pensiero cattolico quali Tommaso, Fabro, Gilson, Giovanni Paolo, Ratzinger. Infatti, i loro scritti filosofici e teologici, non scivolano né verso il fideismo né verso il razionalismo dogmatico abbellito da coraggiosa apolologetica.
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