mercoledì 6 giugno 2012

fede e dubbio

Un amico cattolico scrive queste seguenti parole: ...
"Tra l’uomo che ha fede e l’uomo che non la ha ci dovrebbe essere una differenza fondamentale: che il primo professa una serie di certezze, di Verità indubitabili, non negoziabili, mentre il secondo contrappone a queste certezze il dubbio, talora lo smarrimento. Fede, infatti, significa certezza nell’esistenza di Dio, cioè di un significato, di una Verità, di un Bene assoluto. Questa certezza è presente in chi crede in una religione rivelata, nell’esistenza di un Dio che è sceso incontro all’uomo, in prima persona. Il cattolico è dunque un uomo di solide certezze..."
Ebbene: questo è un linguaggio, contemporaneamente,
Fideista e Razionalista.
E' un paradosso, ma è proprio il contrario di una sana Apologetica.
La Fede non copre tutto il campo della Verità, e la Verità è in buona parte conoscibile col lume della ragione naturale.
Non si sconfigge la DITTATURA DEL RELATIVISMO con la clava del fideismo e con la semplificazione del razionalismo integralista.
Abbiamo due Millenni di lavoro teologico e filosofico a cui fanno riferimento i Documenti del Magistero, e non si capisce come mai bisogna tutto appiattire dietro discorsi così ideologici e contrari allo stile dei grandi Maestri del pensiero cattolico quali Tommaso, Fabro, Gilson, Giovanni Paolo, Ratzinger. Infatti, i loro scritti filosofici e teologici, non scivolano né verso il fideismo né verso il razionalismo dogmatico abbellito da coraggiosa apolologetica.

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