Il Contadino della Capitanata. Un povero laico s'interroga sul mondo presente.
Un presente gravido di pericoli. Un presente che mette a rischio il Popolo e la dignità della Persona umana.
Prima di tutto il rispetto di questo principio evangelico e laico:
"Date a Dio quel che è di Dio e date a Cesare quel che è di Cesare".
Secondo noi questo, oggi, significa: è necessario agire per una Rinascita di tutta la civiltà, e questa Civiltà, occidentale, d'antica tradizine cristiana, libera ma gravemente malata, questa civiltà che vogliamo proporre e promuovere è la Civiltà della Persona. La persona umana cresce in uno stretto e collaborativo legame tra Dio e Cesare. Qui noi ci occupiamo di questa unione-distinzione: Dio-Cesare. Da questo Rapporto c'impegnamo nel servizio del Bene Comune secondo l'ottica cattolica e laico-umanistica.
In particolare sviluppiamo "Cesare" alla luce di Dio e secondo la sua intrinseca logica integrale, naturale, metafisica tenendo conto del senso comune e delle saggezze dei popoli e delle nazioni del mondo.
Cesare deve lasciare uno spazio pubblico a Dio. Il vero Dio ha già lasciato a Cesare tutto il suo spazio creando il mondo e rispettando nella sua Provvidenza, nelle sue Manifestazioni e nella sua Rivelazione storica e incarnata "la logica del mondo creato".
Tuttavia, nell'esistenza storica, libertà, male, colpa originaria, pentimenti, benedizioni, peccati, atti buoni e cattivi, speranze e attese, si intrecciano continuamente.
La nostra Epoca è quindi un'epoca caratteristica e significativa sia nell'ottica di Dio che di Cesare.
I termini sono questi, secondo una plurisecolare tradizione: Popolo e Persona.
Si tratta quindi di creare un Moveimento di Rinascita della nostra civiltà occidentale di tradizione cristiana che riprenda, valorizzi e affermi due valori fondamentali che si arricchiscono a vicenda in sede politica e storica:
Popolo e Persona.
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